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Primo round al Comune di Venezia, udienza nel secondo semestre 2014.

L’appello: «Ora la giunta Zaia cambi idea»

Delibera della giunta regionale sospesa in attesa della sentenza di merito sul ricorso presentato dal Comune di Venezia. E se ne riparla solo nel secondo semestre del 2014. La terza sezione del Tar del Veneto ha sospeso per un anno la delibera della giunta Zaia che autorizza il revamping, ovvero il potenziamento, dell’impianto di Alles Spa a Porto Marghera.

«Si tratta di un primo, importante passo nella giusta direzione, anche per le motivazioni che argomentano la sospensiva. Il Tar infatti riconosce esplicitamente che il ricorso “presenta elementi di fondatezza”; sottolinea che, come da noi sostenuto, “le modifiche progettate hanno carattere sostanziale” e che si tratta di “un diverso impianto” che tratterà “tipologie di rifiuti diverse da quelle già autorizzate, con l’utilizzo di differenti tecnologie e nuovi impianti ancora da realizzare», spiega l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin che esprime grande soddisfazione per la decisione dei giudici amministrativi. E sottolinea che il «Tar evidenzia che la tesi della Regione “appare priva di riscontri” e che il progetto, ricadendo in area SIN (Sito di Interesse Nazionale) deve ottenere l’assenso del Ministero dell’Ambiente che aveva già diffidato Alles dall’attuare interventi che potrebbero interferire con l’ambiente. Per Bettin, quindi, la delibera regionale di approvazione e il precedente parere della Via regionale, sono da «intendersi insufficienti e, appunto, “privi di riscontri” risolutivi».

Primo atto vinto dal Comune, quindi, mentre resta aperto lo scontro con la commissione Via regionale che Bettin definisce “antidemocratica”. La composizione della commissione, «anche se a norma di legge», avvisa l’assessore comunale, «assegna uno strapotere numerico ai suoi propri membri peraltro scelti secondo l’arbitrario volere della giunta regionale».

E il consigliere del Pd in Regione Bruno Pigozzo gli dà ragione: «Ci dobbiamo subito mettere al lavoro per modificarne la composizione», avvisa.

Tanti i commenti positivi alla decisione del Tar.

La Provincia, in una nota, ricorda di essere intervenuta nel procedimento «costituendosi con la propria avvocatura per sostenere le ragioni del Comune e scongiurare l’avvio dell’impianto a forte rischio ambientale».

Il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso gioisce per il primo atto vinto nonostante le decisioni della giunta regionale e avvisa: «Continueremo ad opporci a tale autorizzazione e soprattutto all’idea che il territorio di Marghera e Malcontenta possa ridiventare, come alcuni decenni fa, il polo d’attrazione da tutto il Veneto, e non solo, per tutte le attività pericolose e inquinanti e quindi riproponendo, di fatto, Porto Marghera come localizzazione della filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi.

Pierangelo Pettenò (Fds) si rivolge a Zaia: «Ci chiediamo, a questo punto, come possa la giunta Zaia ostinarsi nella difesa di un progetto che, dopo aver ricevuto stroncatura unanime da parte del Comune di Venezia, dalla Provincia e dallo stesso Consiglio regionale, si avvia ad essere demolito anche in sede giudiziale. Prendano atto che il progetto Alles SpA è un morto che cammina».

E l’assemblea permanente contro il rischio chimico: «La sospensione della delibera della giunta regionale e’ un primo positivo atto che conferma la giustezza delle ragioni dei tanti cittadini preoccupati per le ricadute sull’ambiente e salute del progetto».

Soddisfatti anche i giovani del Pd di Marghera che spiegano: «Piuttosto che del revamping di Alles la Regione si occupi dello sblocco di altri progetti fondamentali per la nostra comunità, in primis: Vaschette e Vallone Moranzani».

Mitia Chiarin

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UNA LUNGA DIATRIBA

Cravin: «Rispettiamo la scelta dei giudici»

«Non possiamo che rispettare la decisione assunta dal Tribunale amministrativo regionale, dice Guerrino Cravin, amministratore delegato di Alles Spa, società del gruppo Mantovani. «Attendiamo di leggere l’ordinanza prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta difforme rispetto all’articolato iter approvativo che, da parte nostra, ritenevamo rispettoso di tutte le normative. Per il futuro di Alles la valutazione finale sarà un passaggio fondamentale».

L’impianto di Alles Spa, lo ricordiamo, è stato autorizzato dalla Regione Veneto – con delibera 488 del 10 aprile 2013 – a bruciare 180 mila tonnellate di rifiuti annui al posto delle attuali 100 mila. È stata aumentata anche la tipologia di rifiuti da bruciare che passano da 20 tipi a 70. Una scelta contro cui si sono schierati fin da subito le amministrazioni comunali di Venezia, la Provincia di Venezia e contro cui ha votato lo stesso consiglio regionale del Veneto. Da qui la decisione della giunta Orsoni di presentare un ricorso al Tar del Veneto. I giudici della terza sezione hanno accolto la richiesta del Comune di Venezia di sospendere l’efficacia della deliberazione di Giunta Regionale n.448 del 10 aprile per il “Revamping dell’impianto di Alles di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi” , che è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione il 23 aprile, in attesa della trattazione della causa nel merito fissata presumibilmente in una delle udienze pubbliche del secondo semestre del 2014.

 

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