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Un foro di cinque metri, scale mobili e nuovi ingressi. Italia Nostra ricorre al Tar

Un foro circolare sulla muratura verso l’esterno di cinque metri di diametro. Le scale mobili, i nuovi ingressi e le demolizioni, il nuovo piano e la super -altana. Quello che sembrava bocciato torna nel progetto approvato per il restauro del Fontego dei Tedeschi. È l’accusa lanciata ieri da Italia Nostra, che ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tar del Veneto per stabilire l’illegittimità dei permessi accordati a Edizione holding, la Finanziaria di Benetton che adesso ha iniziato il restauro dello storico edificio.

Per spiegare le ragioni del ricorso la segretaria della sezione veneziana di Italia Nostra Lidia Fersuoch e l’architetto Crisiano Gasparetto hanno illustrato ieri, ospiti del Gruppo Misto del Comune, una relazione storica curata dal professor Giuseppe Cristinelli, ordinario di Storia del restauro all’Iuav. Si ricorda l’importanza storica e architettonica del Fontego dei Tedeschi, edificio commerciale rifatto agli inizi del Cinquecento dopo l’incendio da Giorgio Spavento. Un grande palazzo di rappresentanza rinascimentale, ma anche un Fontego, quasi un Punto franco dove venivano sbarcate le merci. Un edificio prezioso, in parte rimaneggiato negli anni Trenta con i restauri diretti dal Soprintendente Ferdinando Forlati. Che ora rischia di essere alterato per sempre, scrive il docente, da interventi progettati dallo studio dell’archistar Rem Koolhaas. Il foro circolare che nulla c’entra con la tipologìa del palazzo, le scale mobili che così saranno nuovamente visibili. Ma anche i nuovi ingressi con la demolizione di murature, la creazione del nuovo piano da cui sarà possibile accedere alla grande altana.

«Tutte criticità sottolineate nel parere negativo del Comitato tecnico di Settore dei Beni culturali», ricorda Lidia Fersuoch, «che sembravano recepite dalla Soprintendenza. Invece nell’ultimo parere si dice che l’edificio è stato “ricostruito” negli anni Trenta e che che gli interventi sembrano compatibili come le esigenze di tutela monumentale. Dunque, sentito il direttore regionale, si dà il parere favorevole».

Un via libera che non convince Italia Nostra dal punto di vista della legittimità. Ed eco allora il ricorso al Tar e le accuse al Comune di non aver saputo fermare un restauro di questo tipo. Ieri a dar manforte all’associazione c’erano anche i consiglieri del Gruppo Misto Renzo Scarpa e Nicola Funari, e Gianluigi Placella del Movimento Cinquestelle. «Una vicenda su cui bisogna tenere alta l’attenzione», hanno detto.(a.v.)

 

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