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«Il Comune non presenta progetti, li valuta. Fra i quattro presentati sulle alternative alle grandi navi mi sembra che il più vicino a noi sia quello delle aree di Marghera». Il sindaco Giorgio Orsoni commenta così la notizia del deposito alla Capitaneria di porto dei quattro progetti alternativi che dovranno essere esaminati dal ministero delle Infrastrutture. Uno è quello dell’Autorità portuale, lo scavo del canale Contorta per far arrivare le grandi navi alla Marittima da Malamocco e non più dal Lido. Poi quello firmato da Cesare De Piccoli, con il trasferimento del terminal croceristico a Punta Sabbioni, davanti alle barriere del Mose, e il riuso dell’attuale Marittima per darsene, convegni, terminal per yacht e piccole navi. Ma anche quello sponsorizzato dal parlamentare montiano Enrico Zanetti, che prevede di far passare le grandi navi dietro la Giudecca, scavando il canale Fasiol e dunque mantenendo operativa la Marittima. Infine, Marghera. Un progetto depositato dallo studio dell’ingegner Salmini, proprietario delle aree della Italiana Coke. Questa ipotesi prevede di far arrivare le grandi navi dalla bocca di porto di Malamocco e riceverle nelle nuove banchine attrezzate a Marghera. L’idea del Comune sostenuta da Orsoni. «Mi pare che quel progetto da quello che ho visto sia quello che si avvicina di più alla nostra proposta. L’unico che prevede di realizzare l’alternativa in tempi brevi, senza costruire opere impattanti o scavare nuovi canali dannosi per l’equilibrio della laguna». L’area della Italiana Coke è però inquinata. «Non è un problema, si può attrezzare in tempi brevi. Scavare un canale delle dimensioni del Contorta non è forse più complicato?». Oltre all’area Italiana Coke, dice il sindaco, si potrebbero utilizzare anche altre aree già abbandonate dalle industrie come la Pilkington. E trovare una nuova sistemazione alle crociere un tempi rapidi.(a.v.)

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