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LAVORI – Il Consiglio provinciale ha stanziato 1,2 milioni di euro per la le scuole e la viabilità, una spomma troppo esigua secondo l’opposizione

I 25 impianti idrovori ubicati nel territorio nel 2012 hanno sollevato oltre 86 milioni di metri cubi d’acqua evitando situazioni problematiche

LAVORI – L’idrovora di Tessera, uno degli impianti strategici del Consorzio

Senza l’impegno quotidiano del Consorzio di bonifica Acque Risorgive il territorio sarebbe sommerso da oltre 86 milioni di metri cubi d’acqua l’anno: a tanto ammonta il volume sollevato dai 25 impianti idrovori ubicati nella gronda lagunare e nelle aree interne più depresse. Il dato emerge dalla relazione sull’attività allegata al Bilancio consuntivo 2012 che ha ottenuto il via libera nelle scorse settimane dall’assemblea del Consorzio.

«I dati del bilancio – ha spiegato il presidente Ernestino Prevedello – sono la testimonianza più fedele di quanto facciamo a difesa di un territorio fortemente esposto al rischio idraulico. Anche lo scorso anno, oltre a garantire il funzionamento degli impianti di sollevamento, l’attività di irrigazione, lo sfalcio lungo i quasi 2mila km di corsi d’acqua, abbiamo realizzato e progettato numerosi interventi, in accordo con Regione e Comuni, per un importo di quasi 120 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i quasi 3 milioni e mezzo trasferiti dal Commissario per l’emergenza».

Per quanto riguarda il territorio veneziano gli interventi più significativi hanno riguardato il ripristino delle sponde e il rialzo arginale del collettore Fossa Pagana (Favaro Veneto), del Marzenego e dello scolo Rio Moro (a Zelarino), dello scolo Bazzera bassa (zona Terraglio), del canale Siloncello (Altino e Trepalade), del Carmason (Quarto D’Altino), del Dese (Cà Solaro, Via Gatta e Tarù), la Fossa Storta e la Fossa Bassa (Marcon), il collettore Pojan e lo Zuccarello (San Liberale); mentre interventi di espurgo, risezionamento e realizzazione di nuove opere sono state realizzate alla Gazzera (canale scolmatore e collettore allacciante di levante), in Via Savio e Via Lazzaretto a Favaro (Fossa Pagana), a Zelarino (Marzenego), alla Gazzera (scolo Roviego), a Cà Noghera (collettore Cattal) e a Quarto D’Altino (collettore Valle Rossa).
Altri interventi hanno riguardato la riparazione del sifonamento su tubazione del collettore Trego di levante a Tessera e lavori urgenti di manutenzione presso la presa irrigua del Dese a Cà Noghera.

Il bilancio 2012 del Consorzio si è chiuso, grazie ad economie di spesa, con un avanzo disponibile di circa 540mila euro: somma che sarà destinata a interventi sul territorio in base al rapporto di contribuenza tra le varie unità territoriali.
Nel corso del 2012 il Consorzio ha implementato il sistema di telecontrollo che permette di gestire in remoto gli impianti (117 le stazioni installate), ha sviluppato la piattaforma web Simogit che consente di raccogliere i dati dei telecontrolli dei diversi bacini, consentendo anche di seguire in tempo reale i lavori in corso e le problematiche presenti sul territorio e ha proseguito il rinnovo del parco mezzi acquistando 2 nuovi trattori, 2 ceste falcianti e avviando l’acquisto di una barca e di un camion.

 

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