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L’INCHIESTA – Osservati “speciali” gli appalti tra 2009 e 2011

I riflettori della GdF su tutti gli appalti che hanno visto partecipare imprese aderenti o targate Cvn

Una vera équipe di specialisti sta consultando e confrontando l’ampia mole di documenti sequestrati alle tante ditte coinvolte

VENEZIA NUOVA – Le attenzione della Finanza ora sono sul Porto

È in Corso del Popolo a Mestre all’angolo con via Costa che giorno dopo giorno a partire dal giugno del 2009 si è materializzata l’inchiesta che, come uno tsunami in piena laguna, ha travolto il Consorzio Venezia Nuova, portando lo scorso 12 luglio all’arresto fra gli altri del presidente Giovanni Mazzacurati, che forse presagendo l’onda lunga si era dimesso dalla carica appena due settimane prima.
Il quartiere generale delle indagini è il grande palazzone al civico 55, quasi anonimo e che si sviluppa in altezza, diventato da qualche anno sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza e del il Nucleo di polizia tributaria che sotto la guida del colonnello Renzo Nisi ha sferrato, con il coordinamento del sostituto procuratore Paola Tonini, l’offensiva in grado di far tremare non solo il mondo economico ma anche quello politico e ben oltre i confini veneti. Ma il cuore pulsante dei futuri attacchi è ben localizzato: si trova al quinto piano. Dove è stato depositato tutto il materiale acquisito nelle oltre 140 perquisizioni eseguite in Veneto, Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania: aziende, professionisti, manager, finanzieri, fondazioni in qualche modo collegate a Cvn o a suoi esponenti di spicco a cominciare dallo stesso Mazzacurati.
Un’intera squadra, quella del 1. Gruppo tutela entrate, diretta dal tenente colonnello Roberto Ribaudo, che senza sosta verifica, confronta, cataloga migliaia di documenti sia cartacei che informatici, opportunamente duplicati o riversati alla ricerca di trame, commistioni, cointeressenze per così dire carsiche e spesso dipanate sul filo dell’illegalità o del condizionamento forzoso.
L’attenzione si concentrerà in particolare sull’analisi certosina di ogni singolo appalto assegnato dall’Autorità Portuale nel biennio 2009-2011, periodo oggetto della corposa informativa consegnata dalla Finanza al pm e sulla cui base la dottoressa Tonini ha formulato le richieste sostanzialmente accolte dal gip Alberto Scaramuzza. Va ricordato infatti che se lo scandalo Cvn è partito dalla “banale” verifica fiscale in una delle imprese consorziate, ovvero la Cooperativa San Martino di Chioggia, con la scoperta di fondi neri per almeno decina di mini di euro, a inchiodare Mazzacurati e alcuni fra i suoi uomini più fidati.
A interessare gli investigatori della Fiamme Gialle risulterebbero quegli appalti che vedono partecipare le ditte aderenti o targate Cvn. E con questo criterio di individuazione spunterebbero ad esempio i lavori per la costruzione della darsena nord e del marginamento sud – terminal autostrade del mare e piattaforma logistica Fusina per quasi 23 milioni di euro aggiudicati a un raggruppamento temporaneo di imprese composto anche da Nuova Coedmar di Chioggia e Ccc di Bologna, o la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori relativi al rafforzamento di un tratto della banchina Veneto-bacino Molo A- porto commerciale per un importo di 15 milioni e 200mila euro affidate alla Mantovani spa, o ancora l’escavo manutentorio di un tratto del canale di Malamocco-Marghera per garantire la navigazione in sicurezza in corrispondenza della curva di San Leonardo assegnato al Coveco per 2.617.485,45 euro con il ribasso del 46,230%.

Monica Andolfatto

 

 

PARTECIPATE Situazione delicata per la società. Per i dipendenti l’ipotesi di essere messi in aspettativa

Insula, deficit per 700 mila euro

«Chiediamo garanzie per il lavoro dei dipendenti»

COMUNE – Impegno di Orsoni per una soluzione

La situazione di Insula è seria. Molto seria, al punto da rischiare una perdita di almeno 700mila euro a fine anno, se non si farà presto qualcosa. Questa situazione è stata dipinta ai sindacati dall’amministratore delegato Andrea Razzini, il quale avrebbe prospettato – se non ci saranno commesse o ricapitalizzazioni- un intervento sul personale, come la messa in aspettativa o il contratto di solidarietà per i circa 90 dipendenti della società.
«Razzini – spiega Andrea Gaggetta (Cisl) – ha spiegato che fino al 2012 il bilancio di Insula è stato a posto e che il 2013 invece si presenta con un buco di 700mila euro che avrebbe portato l’azienda in perdita. Ha anche aggiunto che il Comune deve decidere presto che cosa fare della società, altrimenti bisognerà intervenire a ridurre i costi anche di personale».
Il sindaco Giorgio Orsoni, con il vicesindaco Sandro Simionato, l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Maggioni, e il presidente della società Giampaolo Sprocati, ha detto che su Insula il Comune è sempre intervenuto. «Questo impegno è stato confermato – prosegue il sindacalista – e per noi è positivo. Il sindaco ha detto che la Giunta approverà un atto di indirizzo per garantire a Insula un progetto importante fino al 2014 finanziato con 60 milioni di Legge speciale».
Ma l’impegno di Ca’ Farsetti è trasformare Insula nell’unico braccio operativo dei Lavori pubblici, aggiungendo nuove funzioni. Così, dopo aver affidato alla società le pratiche del condono ed essere disposto ad affidarle anche il recupero dei crediti, l’amministrazione sta valutando l’idea di trasferire il ramo d’azienda “realizzazioni” da Avm a Insula, con il passaggio di alcuni dipendenti.

 

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