Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

BILANCIO CONSOLIDATO 2012 – Ma il deficit continua ad essere di 55 milioni, il più alto del Veneto

L’Ulss 12 dimezza il “buco” di 100 milioni

L’Ulss 12 nel 2012 riesce a dimezzare il deficit, passando da 110 a 55 milioni di euro. Ma resta stabilmente in rosso, prima in assoluto – in negativo – tra le Ulss del Veneto. E a pesare non è il dato storico soltanto, ma anche il numero dei posti letto. I posti letto pubblici nei due ospedali di Mestre e Venezia sono in media con i dati regionali – 2,8 posti letto per mille abitanti – ma si superano i 4 posti letto per mille abitanti – esattamente siamo a 4,4 – contando le case di cura private. E ogni posto letto costa l’iradiddio. Venezia da sempre è l’Ulss che ha più strutture private di qualsiasi altra Ulss del Veneto. Chi si avvicina di più a Venezia come rapporto pubblico-privati e cioè Rovigo e Verona, macina deficit, infatti, esattamente come Venezia. Dunque, nonostante i continui risparmi sul versante della sanità pubblica, resta il problema delle strutture accreditate che continuano a pesare sul bilancio dell’Ulss 12. Non che i privati godano di buona salute visto che anche Policlinico San Marco e Villa Salus hanno avuto tagli consistenti, ma il punto di partenza era talmente alto che, pur con i tagli, l’Ulss 12 continua ad avere una notevole sproporzione posti letto privati e pubblici. Ecco perchè il bilancio consolidato del 2012 dell’Ulss 12 registra un rosso di 55 milioni 193 mila euro. Andrà di sicuro meglio nel 2013 se la Regione ridimensionerà le case di cura private.

Le altre Ulss della provincia invece hanno altri problemi. La 10 del Veneto Orientale ha un “rosso” di 6 milioni 679 mila, ma ha imboccato la strada del risanamento con l’accorpamento degli ospedali di San Donà e Portogruaro – con Jesolo che ormai ha scelto il mix di pubblico e privato.

Chioggia invece è in rosso di 14 milioni 216 mila euro perchè è costretta a mantenere comunque un ospedale di rete con tutte le specialità e quindi è difficile che riesca a diminuire il deficit.

L’unica che se la passa bene è Mirano-Dolo che addirittura fa un utile di 3 milioni 280 mila euro, nonostante debba continuare a fare i conti con il mantenimento di due sedi ospedaliere, Dolo e Mirano, con doppi costi di gestione. Mirano e Dolo evidentemente continua ad essere ben amministrata, ma dalla sua ha anche una quota elevata di pro-capite che riceve dalla regione. Mirano-Dolo infatti prende 1.500 euro per ogni abitante – come Venezia – ma non ha il peso degli anziani che ha Venezia.

 

OPERAZIONE TRASPARENZA – L’iniziativa del presidente della commissione Padrin

Schede sanitarie online: dite la vostra

VENEZIA – Chi vuol dire la sua sulle schede socio sanitarie ora in discussione, può farlo lasciando un commento nel sito del presidente della V. Commissione Leonardo Padrin. Nell’ottica di una “operazione trasparenza” il consigliere del Pdl, oltre a mettere in rete le osservazioni che fino ad oggi sono state fatte al riordino della sanità veneta, ha anche chiesto il contributo di tutto. Il dossier è on-line all’indirizzo www.leonardopadrin.com.

«Il dossier è diviso in tre parti – spiega il presidente – Una contiene le osservazioni di sistema che riguardano ambiti che non hanno confini territoriali; una seconda raccoglie le richieste e le puntualizzazioni di tutta la sanità privata ospedaliera; le terza è suddivisa per ogni singola Asl e contiene richieste, osservazioni relative alle strutture di quel territorio».

Come precisa Padrin questo materiale oltre a costituire una importante mappa delle criticità e delle risorse di ogni singola realtà aiuterà a formulare il parere definitivo. «Ma il confronto non è chiuso: chi lo volesse può inviarmi le sue osservazioni on-line. – continua – Stiamo disegnando la sanità veneta del futuro e ogni passo deve essere condiviso con il territorio e i suoi operatori senza per questo snaturare lo spirito e l’impostazione del piano socio-sanitario, impostazione che resta valida e innovativa».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui