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Grandi navi, il Governatore replica alle accuse del cantante tendendogli la mano: «Facciamo fronte comune»

«Tutte le navi che lasciano gli ormeggi della Marittima sono obbligate a prendere almeno un cavo di rimorchio prima di mollare gli ormeggi». È l’ultima disposizione della Capitaneria di porto, in materia di transito delle navi in bacino: una disposizione minima, rispetto all’infuocato dibattito di queste settimane sulla necessità di applicare quanto prima il decreto Clini-Passera del marzo 2012, che prevede l’allontanamento dal Bacino di tutte le navi superiori alle 40 mila tonnellate di stazza. Ma una specifica sostanziale, alla luce anche del gravissimo incidente di Genova: le navi che attraversano Venezia devono essere “scortate” dal rimorchiatore (o da almeno 2 rimorchiatori, se superiori alle 40 mila tonnellate) non più solo «nel tratto di canale Riva Sette Martiri (Canale San Marco)-pontile ex Adriatica del Canale della Giudecca», come prevedeva l’ordinanza 23/2012, ma «nel tratto di canale di Riva Sette Martiri e Bacino di evoluzione della Marittima del Canale Lido-Marittima», come cita la nuova ordinanza 105/2013 della Capitaneria di porto, «ritenuto opportuno prevedere ulteriori misure mirate alla sicurezza del transito delle navi oggetto delle disposizioni del decreto i8nterministeriale del 2 marzo 2013». Per il resto, un aumento di pescaggio di circa mezzo metro per le navi commerciali in transito notturno lungo il canale dei Petroli verso le banchine di Marghera.

L’estensione nel ricorso ai rimorchiatori anche nella fase di ingresso-uscita dalla Marittima è la novità di un’estate infuocata di polemiche, riaccese dall’ultimo J’accuse di Adriano Celentano dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, contro gli amministratori pubblici e il porto rei – a suo dire -del protarsi dello scempio del transito delle meganavi in bacino. Pamphlet che si è attirato la replica risentita del presidente Paolo Costa («Ciabattino, non andare oltre le scarpe….peccato, era un così bravo cantante!» e quella del sindaco Orsoni, a ribadire come il Comune sia suo malgrado estromesso dalle decisioni sul porto, avocate a sé dal ministero e autorità portuale, ma deciso a ribadire che la soluzione è l’immediato trasferimento delle navi più grandi a Marghera. “Il Fatto” riporta anche dichiarazioni del presidente della Regione Luca Zaia: «Che si schieri accanto a noi nella battaglia che facciamo per portare fuori dal canale della Giudecca e San Marco le grandi navi, è solo un gran piacere: benvenuto, speso possa essere utile e lavorare fino all’obiettivo, possiamo fornirgli tutto il materiale necessario per sostenerci», «stiamo ancora aspettando che il governo faccia qualcosa, magari lui ha una voce più forte della nostra».

Roberta De Rossi

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Entro metà ottobre deciderà il Comitatone braccio di ferro tra Costa e Orsoni

Secondo la tempistica dettata dai ministri Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente) nell’incontro del 25 luglio con Porto e amministratori locali sul tema di come applicare il decreto Clini-Passera del marzo 2012 e non far più transitare le Grandi navi in Bacino di San Marco, entro settembre le parti devono presentare i loro progetti, entro il 15 ottobre si riunirà il Comitatone Interministeriale e per fine ottobre arriverà la decisione: trasferimento subito a Marghera delle navi più grandi sì (come vuole il Comune) o no (come pretende il Porto, che non intende lasciare la Marittima), scavo del Canale Contorta dell’Angelo sì (come vuole l’Autorità portuale, progetto da 170 milioni di euro e almeno 3 anni di lavori per portare il canale a un pescaggio di 12 metri e allargarlo) o no (come chiedono a gran voce Comitati No Grandi Navi e associazioni ambientaliste, preoccupate per l’impatto sulla laguna di questa sorta di nuovo canale dei Petroli) e, ancora, scavo del canale Vittorio Emanuele tra Porto Marghera e la Marittima, come proposto dall’ex presidente di Unindustria Brugnaro e che non dispiace allo stesso Comune, che chiede di verificarne la fattibilità. Magistrato alle acque e Capitaneria dovranno vagliare entro settembre i progetti presentati e presentarli al Comitatone, che dovrà dare un parere su fattibilità e finanziamenti: se saranno supportati da documentazione, anche l’ipotesi di un porto off shore a Punta Sabbioni-Cavallino (progetto De Piccoli), Pellestrina o sull’ingresso in Marittima lungo il canale retrostante la Giudecca (ipotesi Scelta Civica).

 

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