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Il sindaco a Roma chiede l’eliminazione della norma contro il Palais Lumière e sollecita un Patto di stabilità meno rigido. Ma ottiene solo assicurazioni

VENEZIA – Frenetica giornata romana d’incontri ministeriali per il sindaco Giorgio Orsoni, passato da un appuntamento con il ministro ai Beni culturali Massimo Bray per discutere della lettura restrittiva degli uffici ministeriali nell’applicazione del vincolo paesaggistico che ha “demolito” il Palais Lumière e ha ricadute su migliaia di altre pratiche, a un incontro con il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, per battere cassa per la Legge Speciale, a un lungo confronto (questa volta con l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani) con il premier Enrico Letta, per discutere di allentamento del patto di stabilità che stritola i bilanci degli enti locali.

Portato a casa, per ora, solo rassicurazioni di attenzione e, in alcuni casi, di intervento, ma nessuna decisione concreta. «Il presidente del Consiglio Letta ha preso atto delle molte criticità che sono state manifestate dai Comuni», commenta Orsoni, al termine della lunga giornata, «e si è impegnato per una riscrittura del patto di stabilità degli enti locali, che è ora possibile stante l’uscita positiva dell’Italia dalla procedura comunitaria per deficit, permettendo così di mettere mano a vincoli di spesa insostenibili da tempo e che permetteranno ai Comuni di avere più risorse, con una diminuzione dei tagli». Ca’ Farsetti si aspetta di riottenere almeno 7 milioni di euro dal governo, dal quale si attende di conoscere anche la riscrittura del testo sull’Imu.

Con il ministro Bray, l’incontro si è concentrato sul vincolo paesaggistico di 300 metri dalla costa, previsto oltre vent’anni fa dalla Legge Galasso, ma che sinora era stato applicato solo a partire dalla conterminazione lagunare, escludendo i canali artificiali, che ora invece l’ufficio legale del ministero ha fatto ricadere nel vincolo, negando così definitivamente la realizzazione del Palais Lumière, che il sindaco Orsoni anche ieri ha difeso, anche se con il ministro Bray l’ha presa larga.

«Questo progetto è certamente il casus belli», commenta il sindaco Orsoni, «ma quel che ho fatto presente al ministro – che ha promesso di informarsi a riguardo, in vista di un nuovo incontro a breve – è che questa lettura restrittiva del vincolo paesaggistico ci determina enormi problemi nella gestione urbanistica del territorio».

Al momento gli uffici dell’Edilizia hanno sospeso il giudizio su progetti ricadenti in questa fascia di protezione, che – secondo la lettura del ministero – dovrebbero ora essere assoggettati come gli altri al parere della sovrintendenza, con la presentazione di una relazione paesaggistica.

Roberta De Rossi

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«Legge speciale, aspettiamo i 42 milioni»

«Questa volta con il ministro Lupi non abbiamo parlato di grandi navi, ma gli ho evidenziato la necessità di farci arrivare in cassa i 42 milioni di euro di Legge speciale che avanziamo da anni, che sono stati stanziati, ma ancora non messi nella nostra disponibilità: il Comune ne ha diritto da tempo e la città bisogno». Così il sindaco Orsoni commenta l’incontro con il ministro delle Infrastrutture: in attesa di questi fondi anche il piano di manutenzione predisposto dall’assessorato ai Lavori pubblici, per la sistemazione dell’area marciana (3.080.000 euro), Rialto (540.000 euro), il Ponte dell’Accademia (2.000.000), l’area di Rio Terà dei Pensieri (2.500.000 euro) e Viale Garibaldi (150.000 euro). In zona marciana priorità al Ponte della Zecca (1 milione), alla pavimentazione divenuta «un vero e proprio percorso a ostacoli» e a una facciata di Palazzo Ducale (1 milione). La pavimentazione riguarda la riva dei Giardinetti Reali (280.000 euro), le procuratorie vecchie e l’Ala Napoleonica (300.000 euro) e Piazza San Marco (500.000). I masegni che verranno in caso sostituiti sono quelli avanzati dai lavori svolti a Punta della Dogana. Anche a Rialto è previsto un intervento di restyling.

 

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