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Nuovo attacco sulle grandi navi: «È incrostato alla poltrona»

«Costa, sei incrostato alla poltrona»

Ma fa marcia indietro su Zaia. Beppe Caccia “folgorato” dal cantante: facciamo un grande concerto in piazza San Marco

ADRIANO CELENTANO – Lei è fuori tempo, dovrebbe ringraziarmi, la sto aiutando a correre ai ripari prima che succeda una tragedia

Adriano Celentano non si arrende sulle grandi navi. Dopo il duro attacco di martedì – dalle colonne del “Fatto Quotidiano” a Regione, Porto e ai sindaci veneziani, colpevoli per lui dell’ “assassinio” di Venezia, ieri l’ex molleggiato è tornato in campo sulla questione dell’estromissione delle navi da crociera dal Bacino di San Marco, attaccando in un nuovo intervento sul quotidiano, oltre al Governo, in particolare il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa che, riprendendo un detto latino, lo aveva invitato a pensare ai fatti suoi, come un ciabattino impegnato a fare scarpe.

«Il silenzio di Lupi (Maurizio, ministro alle Infrastrutture, ndr) è il canto dello sfacelo», scrive l’artista. «Il decreto rotte impedisce a tutti i porti l’avvicinamento alle coste di una nave superiore alle 40 mila tonnellate, ma a Venezia no. A Venezia possono liberamente passeggiare navi da 140 mila, altrimenti come fanno a distruggerla?».

Ma è su Costa che Celentano “picchia” duro. «Lei non solo non vuole bloccare il passaggio di quei mostri», scrive, «ma vuole addirittura scavare un altro canale. Lei forse non lo sa, ma è fuori tempo. Dovrebbe ringraziarmi anziché fare battute della guerra del ’15/’18 . Sa quanti mi hanno detto la stessa cosa quando ero a “Fantastico”? Se io non canto, è perché la sto aiutando a correre ai ripari prima che succeda un’altra tragedia come quella del Giglio».

E sull’attività crocieristica, «dire che “dà lavoro a tanta gente” è da ipocriti», scrive l’Adriano nazionale, «sono stratagemmi per mantenere il vostro c… incrostato alla poltrona».

Il cantautore poi fa un dietrofront su Luca Zaia, presidente della Regione, Massimo Cacciari, l’ex sindaco filosofo, e sull’attuale primo cittadino Giorgio Orsoni. Inizialmente tacciati di corresponsabilità nella distruzione di Venezia, ieri Celentano ha deciso di ringraziarli. Il motivo? «Per essere quelli che combattono questo pericolo», si legge ancora. Costa invece appunto sarebbe «incrostato alla poltrona», il Ministro «silente» e i suoi predecessori Corrado Clini (Ambiente) e Corrado Passera (Infrastrutture) nel partorire il decreto rotte sono stati sicuramente sottoposti a pressioni. La deroga veneziana, altrimenti, non si spiegherebbe.

Intanto il consigliere comunale Beppe Caccia (Lista “In comune”) ha inviato una lettera aperta a Celentano per invitarlo a scendere in campo con un concerto contro le grandi navi. «Credo di farmi interprete dei sentimenti di tanti cittadini veneziani», scrive Caccia, «nel ringraziarla. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla lucidità e dalla forza con cui ha saputo indicare oggi gli inaccettabili silenzi del governo nazionale, le responsabilità dell’Autorità portuale, l’arroganza del suo presidente e gli interessi economici di una piccola ma potente lobby della crocieristica, disposta a tutto pur di continuare a garantire gli enormi profitti di pochi». «Per questo, mi permetto», conclude Beppe Caccia, «di chiederle di contribuire ancora a questa battaglia in difesa della nostra città, patrimonio dell’umanità intera, invitandola a partecipare a un grande concerto che raccolga, a partire da lei, tutti gli artisti sensibili e decine di migliaia di persone».

Al sindaco Orsoni il consigliere chiede «di mettere piazza San Marco e l’organizzazione dell’Amministrazione comunale a disposizione di questo grande evento contro le grandi navi. Le prossime settimane sono decisive: insieme possiamo farcela».

Enrico Tantucci

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Roberto Daniele è il nuovo Magistrato alle acque

Il ministro alle Infrastrutture Lupi ha nominato ad interim il sostituto di D’Alessio

Sarà a Venezia provvisoriamente, ricopre già molte cariche in giro per l’Italia

Il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi ha nominato ieri ad interim alla presidenza del Magistrato alle Acque di Venezia e della sua laguna l’ingegner Roberto Daniele, attualmente provveditore ai Lavori pubblici per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Nomina “provvisoria” per mettere fine alla lunga vacatio al vertice dell’importante magistratura veneziana dopo che il primo maggio se n’era andato in pensione il presidente Ciriaco D’Alessio. Tre mesi di vuoto, e in mezzo gli arresti eccellenti al Consorzio Venezia Nuova, la polemica sulle Grandi navi, i lavori del Mose giunti a uno snodo strategico.

L’ingegner Daniele assumerà quindi anche le funzioni di Magistrato delle acque di Venezia e di provveditore ai Lavori pubblici di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Daniele – è detto in una nota del ministero per le infrastrutture e dei Trasporti – è chiamato ad affrontare e superare una serie di emergenze che in questo momento caratterizzano la città di Venezia.

In questa delicata fase sarà infatti necessario assicurare continuità e massima trasparenza ai lavori del sistema Mose, per garantirne il completamento nei tempi contrattuali previsti, collaborando con gli organismi preposti al controllo.

L’ingegner Daniele dovrà, inoltre, coordinarsi con gli enti e gli organismi locali (Regione, Comune e Autorità portuale) per definire e rendere operative nel breve e medio periodo risposte organiche al problema del transito della navi nella Laguna di Venezia. Di tali soluzioni si è discusso nella riunione del 25 luglio presso il Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti a Roma, stabilendo un percorso che porterà alla decisione definitiva entro il prossimo 15 ottobre.

Daniele seguirà anche l’evoluzione dei progetti del porto di Trieste, del porto di Venezia e del nuovo tunnel del Brennero, tutti interventi che rivestono una valenza sovranazionale in quanto ubicati all’interno delle reti europee Ten-T.

Un programma di lavoro densissimo quello che attende il nuovo presidente del Magistrato alle Acque reggente, in attesa che un concorso – con tempi necessariamente lunghi – provveda a designare il nuovo titolare della carica. L’idea che ha prevalso al Ministero è stata appunto quella di inviare in laguna un facente funzioni, in attesa dell’esito del bando.

Dovrà essere tra l’altro il Magistrato alle Acque, insieme alla Capitaneria di porto, ha deciso il ministro Lupi, a dire l’ultima parola sui progetti alternativi alle grandi navi e per l’ingegner Daniele si prospetta percià una rapidissima full immersion nei problemi veneziani e nella ridda di polemiche che li accompagnano

Si era parlato con insistenza per l’incarico veneziano al vertice del Magistrato alle Acque anche di Massimo Sessa, già braccio destro di Angelo Balducci e presidente di sezione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

La scelta invece è infine caduta su Daniele, che dovrà dividersi tra Piemonte, Veneto e Friuli, ma che dovrebbe certamente passare in laguna la maggior parte del suo tempo, soprattutto per seguire da vicino i lavori del Mose, ormai entrati nella fase decisiva, con la posa in acqua dei primi cassoni alla bocca di porto del Lido che – come anticipato – bloccheranno da fine novembre all’inizio di aprile il passaggio a Venezia delle grandi navi da crociera. (e.t.)

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