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Gazzettino – Eraclea. Valle Ossi, tutti i nodi da risolvere

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

ago

2013

ERACLEA – Folla alla presentazione del progetto e dello studio di impatto ambientale

Non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella economica, la gestione degli accessi al mare e le ricadute idrauliche sul territorio circostante. Sono stati questi i temi affrontati alla presentazione pubblica del progetto e dello studio di impatto ambientale dell’intervento di Valle Ossi. Un intervento faraonico in cui si prevede d’investire quasi 500 milioni di euro per un terramare da 350 mila metri cubi in grado di insediare quasi tremila persone con barca.
Alla presentazione al Centro ambientale di Eraclea Mare, nonostante il caldo non alleviato dall’impianto di climatizzazione andato in tilt, c’era una platea folta e interessata tra rappresentanti della Capitaneria di Porto, amministratori locali, esponenti dell’associazionismo ambientalista e delle categorie economiche. Tra questi alcuni membri della famiglia Pasti, bonificatrice del Bacino Livenzuola, dove è sorta Eraclea Mare, e attuale proprietaria del territorio agricolo residuo. Il primo intervento dal pubblico è stato proprio di Clemente Pasti, interessato a capire quanto l’allagamento di Valle Ossi potrà influenzare (ed eventualmente compromettere) l’altra parte del bacino Livenzuola. L’urbanista Roberto Rossetto, che ha illustrato progetto e studio di impatto ambientale, ha rassicurato ricordando che con i due milioni di metri cubi di terra scavati per creare i 465mila metri quadri del bacino portuale saranno creati argini di contenimento di 2,70 metri, superiori a quelli del contiguo canale Revedoli. Rassicurazioni sono state date anche sul traffico delle 1.350 barche, lunghe fino a 30 metri, che potranno girare in bacino.
Meno sicure e certamente più problematiche le ipotesi sul controllo degli accessi al mare e il piano di gestione della zona Sic. «Certamente – ha detto Rossetto – bisognerà prevedere un piano di gestione, con tanto di convezione, per gestire tutta l’area a parco e Sic, oltre agli accessi in spiaggia». E questo sarà un problema non da poco visto l’attuale grande afflusso alla spiaggia del Mort, non solo da parte di naturisti. «Chi gestirà e controllerà il tutto? – ha chiesto Stefano Stefanetto, assessore comunale al Demanio -. Serve un Piano di gestione sapendo che sarà come gestire un grande condominio con il rischio che succeda come a Valle Altanea dove, per falciare l’erba nei lotti non edificati, è necessario che il sindaco emani un’ordinanza. Anche la sostenibilità economica dell’intervento è un problema da valutare attentamente».

 

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