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LA REGIONE getta acqua sul fuoco

SAN POLO DI PIAVE – Tempi lunghi, anzi lunghissimi per la Tav, da Mestre a Trieste. Tempi auspicabilmente più brevi per le Finanziarie del Nordest. É la prospettiva che si dà il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Dopo aver partecipato, in municipio a San Polo di Piave, al via della procedura della fusione con il vicino comune di Ormelle, il governatore osserva che quest’esempio dovrebbe essere seguito anche dalle numerose società partecipate del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, magari dell’intero Nordest fino alla Lombardia. Magari a cominciare da «Veneto Sviluppo» e «Friulia».

«Le economie di scala non solo portano all’aggregazione dei comuni ma anche al fatto che le Regioni come Veneto, Fvg, Lombardia mettano insieme molte delle partite che potrebbero diventare strategiche per i territori». Non solo istituzioni finanziarie, dunque. Ma anche tutte le realtà con cui hanno a che vedere con le imprese, «perché i problemi sono gli stessi da Udine a Bolzano, passando per Treviso e Verona». Gestioni stradali, Camere di commercio, Fiere. Zaia preferisce non semplificare. Chi più ne ha, più ne metta.

La stessa fretta, invece, non esiste per tirare la Tav sul tratto nordorientale, anche se lunedì Debora Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia giulia, ha convocato i sindaci per definire il tracciato friulano.

Il Governo ha stanziato 32 milioni di euro, nel «Disegno di legge Fare», per velocizzare l’attuale tratta, da Venezia a Trieste che, una volta conclusi i lavori, sarà percorsa in un’ora e 8 minuti, quasi la metà di oggi.

«Prima di realizzare la Tav, c’è la possibilità – ammette il presidente del Veneto – di aumentare del 60% il traffico sui binari esistenti, che non sono utilizzati fino in fondo, e che, peraltro, con orario cadenzato potrebbero essere ancora più efficienti».E non solo in direzione di Trieste, ma anche del Centro Europa, attraverso Klagenfurt e l’Austria. La ferrovia Pontebbana, costruita dopo il terremoto del Friuli, è anch’essa sottoutilizzata.

Domani Zaia ne parlerà col presidente della Carinzia, Kaiser. Questo significa che il presidente veneto rinuncia alla Tav.? «No» risponde senza eccessiva convinzione, «questa è una scelta strategica».

Zaia, evidentemente, sa bene che oggi non ci sono i soldi per andare avanti. E se ci fossero, quale sarebbe il suo percorso? «Noi vogliamo il migliore, cioè il meno impattante, più veloce da realizzare e quello che sia più utile al territorio. Sicuramente la via del mare non è quella che dà queste risposte al territorio». Il tracciato lungo la ferrovia, dunque, come indicato dal commissario Bortolo Mainardi. Il quale, però, potrebbe avere le settimane contate, anche se la Serracchiani l’ha convocato a Udine lunedì.

Intanto ad Ormelle, Zaia – restando in tema economico – ha ripetuto la sua sull’Imu: via subito e del tutto, senza tentennamenti, come è accaduto per l’Ici.

Francesco Dal Mas

 

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