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SPINEA. Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato.

Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti p

Spinea. Sono già da sostituire, per la terza volta, le piante sistemate alla Fossa.

Intanto Cav investe venti milioni per il bosco attorno all’autostrada.

SPINEA – Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato. Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti per la terza volta in quattro anni di esercizio. Una media imbarazzante. E non è solo colpa del caldo torrido di queste ultime settimane, visto che altrove i boschi resistono e, anzi, regalano a chi resta in città un piacevole sollievo dall’afa. A denunciare la nuova morìa di piante lungo il Passante a Spinea sono stati diversi cittadini, a cui non è sfuggito l’ennesimo flop del tentativo di rinverdire le aree attraversate dall’autostrada.

Segnalazioni subito raccolte dal Movimento 5 Stelle, che denuncia: «Sembra una barzelletta: dopo una prima piantumazione nel 2009 e una seconda nella primavera 2011, già a novembre dello stesso anno, si è dovuto procedere alla sostituzione di molte piante morte nel corso dell’estate. In questi giorni scopriamo che è morto un gran numero di alberi piantati sopra la “galleria” della Fossa».

È la storia del bosco impossibile: già due anni fa quasi tutte le essenze messe a dimora lungo via della Costituzione, tra Crea e la Fossa, erano morte. Era successo sempre in agosto e in un periodo di siccità e caldo simile a questo. Per non scatenare il putiferio la ripiantumazione era avvenuta subito in autunno e così gli animi si erano placati. Oggi ci risiamo e l’impressione è che le radici degli alberi del Passante, sul cemento che corre sotto pochi centimetri di terra, proprio non attecchiscano.

«Tra Crea e la Fossa», denuncia il M5s, «non riesce a concretizzarsi il tanto decantato “Passante verde” che, nell’intenzione dei progettisti, doveva fungere da barriera naturale contro l’inquinamento atmosferico e acustico».

Già il prossimo mese di settembre le aree di mitigazione (o quel che resta) inizieranno a passare sotto la diretta gestione di Cav e tra queste figurano anche i nuovi “parchi” di Mirano e Spinea. Aree verdi tutte da ricostruire, mentre per i residenti appaiono lontani anni luce i giorni in cui a separarli dall’autostrada ci sarà una barriera fitta e impenetrabile di alberi rigogliosi.

Filippo De Gaspari

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