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Gazzettino – Venezia. Inquinamento, i dati accusano le navi.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

ago

2013

VENEZIA – Considerando anche il movimento acqueo locale a livello di polveri fini “pesa” tre volte il traffico stradale

Uno studio dell’Arpav fotografa lo smog prodotto da attività commerciale e crocieristica

Polveri fini, le navi sotto accusa

Il 31% dello smog dovuto a porto commerciale e crociere, il 14% al trasporto acqueo locale. Tre volte più che le auto

L’ANALISI – I sorprendenti risultati dell’indagine condotta dall’Arpav

PM 2.5 – È la componente più pericolosa, si fissa agli alveoli polmonari

Si parla di qualità dell’aria e uno pensa alla tangenziale. Sbagliato, dicono i dati del rapporto annuale stilato dall’Arpav e presentato ieri nella sede provinciale dell’azienda ambientale. Per le polveri fini, il cosiddetto Pm 2.5, insidiose perché penetrano fin negli alveoli polmonari, il 31% delle emissioni nel territorio comunale è dovuto al traffico portuale.

In particolare, secondo lo studio Apice condotto nel 2011, il traffico commerciale incide per il 19% e quello passeggeri per il 12%. Con l’apporto del traffico acqueo locale (14%) si arriva a una percentuale del 45%. Il trasporto stradale pesa solo per il 15% del totale. La seconda maggiore fonte di particelle Pm 2.5 è legata alla produzione di energia (20%).
È un dato che sorprende, e che rischia di alimentare nuove polemiche contro le Grandi navi, anche se Autorità portuale, Comune e Arpav sono impegnate ad abbattere le emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili con l’impiego di combustibili puliti, in base agli accordi “Blue Flag”.

Ma in centro storico – spiega il responsabile del dipartimento provinciale dell’Arpav, Renzo Biancotto- c’è un altro fronte aperto in materia ambientale, quello delle emissioni di metalli pesanti dalle vetrerie di Murano. La centralina di SaccaFisola, che monitora la qualità dell’aria in centro storico, ha rilevato i valori più elevati a livello regionale di arsenico e cadmio. Le percentuali sono comunque inferiori ai valori limite di legge, ma inducono Arpav e Comune a cercare con le aziende del comparto soluzioni in grado di garantire la funzionalità degli impianti di abbattimento deglli inquinanti.
Il terzo obiettivo degli interventi di Comune e Arpav per migliorare la qualità dell’aria riguarda il traffico automobilistico. Il bilancio del 2012, che conferma il trend negativo delle concentrazioni di biossido di zolfo, monossido di carbonio e benzene, conferma i valori elevati di polveri sottili, benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici, causati dalla combustione nei motori a scoppio. Gli sforamenti delle polveri nel 2012 sono diminuiti (76 giorni contro i 116 del 2011), grazie anche a condizioni meteo favorevoli (un inverno ventoso e un autunno particolarmente piovoso che ha contrubuito a ripulire l’aria). «Agiamo in un quadro che non dà certezze – dice l’assessore Gianfranco Bettin – e servono azioni di area vasta di cui per ora non c’è traccia, a livello ministeriale e in Regione». Per questo non resta che confermare le misure di limitazione del traffico, anche se non risolutive.

 

LE “SENTINELLE” DELL’ARIA – Anche per le centraline scatta la “Spending review”

Alla guerra con le armi spuntate. Con il nodo degli stanziamenti regionali ancora da sciogliere, l’Arpav è costretta a fare di necessità virtù. Lo fa capire il responsabile provinciale Renzo Biancotto nel presentare la rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Sul campo ci sono tre centraline per il “background” urbano al Parco Bissuola, a Sacca Fisola e in via Beccaria a Marghera. Quest’ultima però è di fatto gestita dal Comune (che l’ha voluta), con un costo di circa 20mila euro l’anno. In via Da Verrazano e in via Tagliamento (anche questa in carico a Ca’ Farsetti) ci sono invece le centraline che monitorano l’impatto del traffico urbano, mentre in via Garda a Malcontenta una centralina registra i dati a livello suburbano.
Ma sono le stazioni del Parco Bissuola e di Sacca Fisola, in realtà, a fornire i dati più importanti per il capoluogo: da tempo infatti l’Arpav ha deciso di utilizzare solo “a spot” i dati rilevati dalla centralina di via Da Verrazano. Per motivi probabilmente di carattere climatico i valori degli inquinanti risultano inferiori alle attese, mentre nella vicina via Fradeletto (dove era stata effettuata a suo tempo una specifica campagna di monitoraggio) le sostanze inquinanti erano alle stelle.

 

Avanti con i blocchi del traffico ai veicoli non catalizzati e con qualche domenica “ecologica”. La linea del Comune nella lotta all’inquinamento atmosferico non cambia. In mancanza di azioni condivise su scala interregionale, dato che il problema riguarda l’intera area padana, Venezia cerca di combattere polveri sottili e idrocarburi con i mezzi che ha: «Rischiamo di fare la cosa giusta ma in un contesto reso sfavorevole da chi non mette in atto altre azioni», spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. Così, anche per il prossimo autunno, saranno riconfermate le limitazioni al traffico nei giorni feriali (in vigore per 112 giorni nel 2012) ai veicoli più inquinanti, con la speranza che il meteo dia una mano al Comune: il calo progressivo delle concentrazioni delle polveri, si legge nel rapporto annuale dell’Arpav, è dovuto infatti a condizioni climatiche favorevoli: sono le 2011, un anno caratterizzato da scarse precipitazioni, i valori del particolato nell’aria erano aumentati in modo preoccupante. Quest’anno invece, grazie alle abbondanti piogge primaverili, il bonus dei 35 sforamenti annuali consentiti dalla legge non è stato ancora superato.
Per il resto il Comune si affiderà a misure destinate a dare risultati nel tempo, come lo sviluppo del car sharing e del bike sharing, l’estensione della rete tramviaria (che da dicembre servirà anche Marghera) e il lavaggio delle strade. Altri benefici potrebbero venire dall’avvio dei treni cadenzati sulle tratte gestite dal progetto regionale Sfmr, se saranno in grado di offrire una concreta alternativa all’uso dell’auto privata. (a.fra.)

 

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