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INQUINAMENTO IN LAGUNA – Dopo i dati pubblicati dall’Arpav l’assessore Bettin spinge sull’acceleratore

Presto un piano per la mobilità acquea sostenibile: «Actv dovrà fare da apripista»

SMOG – Ancora polemica sull’impatto della Grandi navi in laguna

«Senza più industrie le emissioni navali aumentano per forza in percentuale»

«Non mi sorprenderei tanto se dal traffico acqueo deriva il 45 % delle emissioni di polveri fini e dell’inquinamento generale sul territorio della città. Ormai l’industria di Marghera quasi non c’è più, mentre il porto ha fortunatamente continuato a crescere».
L’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin non intende vedere nei risultati dell’indagine Arpav un dato solo contro le grandi navi, anche perché l’apporto all’inquinamento delle navi da crociera è del 12 per cento.
«Non deve sorprendere questo dato – aggiunge – in una città che ha un porto tra i maggiori d’Italia e un traffico urbano che si svolge con mezzi acquei. Questo dato ci deve comunque spingere verso una rapida riduzione delle fonti inquinanti da una parte ridislocando altrove le grandi navi, dall’altro accelerando l’introduzione di modalità sostenibili nell’alimentazione dei mezzi da trasporto locali, come prevede il Piano d’azione per l’energia sostenibile, approvato nel 2012 dal Consiglio comunale e che di fatto è un impegno a ridurre entro il 2020 la produzione di almeno 340mila tonnellate di anidride carbonica».
Finalmente, dunque, un’apertura anche alla motorizzazione ibrida per i mezzi da trasporto pubblici e per tutti quelli che dispongono di licenza o autorizzazione comunale. Tra mezzi di Actv, taxi, e topi da trasporto, le unità potenzialmente inquinanti superano abbondantemente il migliaio e su queste il Comune potrebbe intervenire, almeno imponendo l’obbligo di installare un propulsore ibrido in fase di rimotorizzazione.
«Entro l’anno presenterò un atto di indirizzo che impegni la giunta in questo senso – spiega – e in questo cambiamento l’azienda pubblica Actv deve fare da trainante in questo settore di cambio di propulsione. Dobbiamo fare di Venezia – conclude – un grande laboratorio della mobilità sostenibile, un po’ come avevamo fatto decenni fa con la metanizzazione delle case».
Pax In Aqua chiede da tempo più controlli sull’inquinamento in canal Grande.
«Esiste una centralina vicino a Ca’ Farsetti – attacca il presidente William Pinarello – ma non riusciamo ad avere nessun dato. Eppure in canal Grande girano tantissimi idrocarburi, tra Actv, barche da trasporto con motori obsoleti e tantissimi fuoribordo a 2 tempi che rilasciano in acqua e nell’aria un quarto del carburante usato. Infine – puntualizza – chiediamo anche per il Lido le giornate di blocco del traffico che in autunno e inverno si fanno in terraferma».
Il Comitato No grandi navi, punta invece il dito nuovamente sulla crocieristica, precisando che la sorpresa con cui sono stati accolti i dati non è stata affatto tale per chi questo settore lo segue da anni.
«Non è possibile – tuona Silvio Testa, portavoce del comitato – lasciare all’Autorità portuale o a Vtp la possibilità di fare dichiarazioni tranquillizzanti come l’accordo Venice Blue Flag, che non incide per nulla sulle polveri sottili e fini. Dal sindaco, massima autorità sanitaria della città, ci saremmo aspettati maggior prudenza, soprattutto nel commentare la firma del Venice Blue Flag».

Michele Fullin

 

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