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Polemica sui dati Arpav della qualità dell’aria.

L’assessore Bettin: «I mezzi acquei in laguna fanno più danni, bisogna cambiare strada e ridurre gli impatti»

Navi, barche e vaporetti inquinano più delle auto. E le polveri sottili sono in aumento. Un quadro preoccupante quello delineato dall’Arpav, che riapre la polemica sul traffico in laguna.

«È sorprendente la sorpresa con cui è stato accolto il rapporto Arpav 2012 sulla qualità dell’aria», commenta Silvio Testa del Comitato No Grandi Navi, «in realtà quei dati noi li denunciamo da anni, basandoci proprio su studi scientifici. Se non si è visto finora è perché non si è voluto vedere».

Un’accusa al Porto, ma anche al Comune, con un invito a studiare «nuovi modelli di sviluppo della croceristica, oggi incompatibile con la laguna», scegliendo soluzioni drastiche.

Dati preoccupanti, che confermano l’aumento degli inquinanti nell’aria, in particolare le polveri sottili. Sarebbero provocate dai camini della navi commerciali (per il 19 per cento, un quinto del totale), dal traffico passeggeri e grandi navi (12 per cento), dal traffico acqueo locale (vaporetti, taci, Gran Turismo e motori a due tempi). Un altro 20 per cento viene prodotto dalle centrali elettriche e «solo» il 12 per cento dalle industrie, ormai in disarmo, il 15 dal traffico automobilistico, il 5 dal riscaldamento domestico.

«Eppure», accusa il portavoce dei comitati, «il Comune annuncia targhe alterne per le auto, ordinanze per spegnere il riscaldamento. Ma nulla sul fronte delle emissioni dei camini delle navi».

Poco incide, secondo i comitati, anche il «Blue Flag», cioè la riduzione delle emissioni di zolfo ottenuta con la firma degli accordi con le compagnie. Si dovrebbe velocizzare la realizzazione dei progetti per il cold ironing, cioè la fornitura di energia da terra, che consentirebbe di tenere penti in motori quando la nave è in porto. Polemica che investe ormai i media nazionali e internazionali.

«La sensibilità su questo tema è grande», conferma l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, «siamo sotto gli occhi del mondo. I dati dell’Arpav non ci soprendono, è chiaro che in una città d’acqua dove il porto è tra i maggiori d’Italia e dove il traffico urbano si svolge con mezzi acquei l’impatto ambientale di queste attività sia alto. Per questo bisogna ridurre gli impatti, cercare una ridislocazione più adeguata di tali attività, a cominciare dalle grandi navi».

«Ma anche il trasporto urbano», continua l’assessore all’Ambiente, «dovrà avere presto modalità sostenibili di alimentazione dei mezzi. Il Comune ha avviato azioni virtuose con il Paes (Piano di energìa sostenibile) che porteranno entro il 2020 alla riduzione di 340 mila tonnellate annue di ossido di carbonio. Anche il Porto dovrà essere protagonista di questa evoluzione».

Fumi, impatto ambientale, erosione, rischio di incidenti. Si avvicina intanto la decisione del ministro sulle alternative alle grandi navi davanti a San Marco. Il Porto, sostenuto da Magistrato alle Acque e Capitaneria, punta sullo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo, che porterà le navi in Marittima passando per la bocca di Malamocco. Ipotesi combattuto dagli ambientalisti e da idraulici di fama come il professor Luigi D’Alpaos.

«Aumenta l’erosione di una laguna già in condizione critiche», denuncia il professore.

Il Comune punta su Marghera, il parlamentare della lista Monti Enrico Zanetti sulla «circonvallazione» dietro la Giudecca. L’ex viceministro Cesare De Piccoli sul nuovo terminal a Punta Sabbioni. Soluzione ancora in alto mare.

Alberto Vitucci

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A Sacca Fisola sono stati registrati dati record soprattutto in estate

A Sacca Fisola inquinamento record. Dai dati dell’Arpav relativi all’estate del 2011 e poi al periodo autunnale 2011 si ricava come il contributo del traffico portuale sull’inquinamento da polveri sottili (PM2.5, il 90 per cento delle Pm 10 in autunno, il 75 per cento in estate) sia intorno all’8 per cento in estate, 2 per cento in autunno in laguna. I carichi inquinanti sono formati da polveri, metalli pesanti, diossine.

Un quadro in peggioramento, perché rispetto a due anni fa è aumentato il numero delle navi in transito, come la loro dimensione. Allo studio ci sono programmi di riduzione del biossido di zolfo, come ad esempio con le riduzioni volontarie Blue Flag.

Progetto insufficienti, secondo i comitati. «Il biossido di zolfo», dicono, «è considerato dalla stessa Arpav come un inquinante primario non critico».

 

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