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Mirano. Protesta dei residenti per la cronica mancata manutenzione del fiume

Sulle responsabilità solito rimbalzo di competenze tra Asl, Comune e Genio civile

MIRANO Fiume Muson, il grande malato di Mirano. Il degrado corre nelle acque e sulle rive del canale cittadino, mentre monta la protesta di cittadini e gruppi ambientalisti per l’inerzia degli enti gestori. L’estate e il caldo torrido di questi giorni hanno messo sotto la lente di ingrandimento lo stato di salute precaria del fiume, un tempo fiore all’occhiello della città, navigabile e balneabile, oggi discarica a cielo aperto che preoccupa i miranesi.

Denunce. Spazzatura, fanghi, topi, piante infestanti e odori nauseabondi: alla Nuova arrivano di continuo foto e segnalazioni di cittadini che ora temono anche per la loro salute. Lungo le rive del Muson, al bacino delle Barche, si svolge regolarmente ogni lunedì il mercato del pesce. Due metri sotto imputridiscono terre malsane e rifiuti portati dalla corrente e affioranti dal “salto” dei Mulini. Poco più a valle il simbolo del degrado è un carrello della spesa, arenato nelle secche del canale Taglio da mesi, tra i Mulini di Sotto e il Ponte Nuovo. Le ultime foto dei cittadini sono state scattate nei torridi giorni estivi e mostrano l’espandersi a vista d’occhio dell’isolotto al centro del bacino delle Barche, formato da fanghi di riporto e immondizia depositata sul fondale. Qualcuno l’ha ribattezzata “isola della pantegana”, per via degli sgraditi ospiti che i residenti hanno più volte segnalato.

Interventi. Che dal Muson affiori di tutto non è ormai un mistero, come non lo è l’incuria del canale proprio in pieno centro storico di Mirano. Più volte denunciata la situazione delle Barche, col bacino dei Mulini ormai irriconoscibile e in attesa di interventi che ne possano almeno ripristinare la sicurezza idraulica, preoccupa ora anche il tratto a valle, verso il rettilineo del Taglio, e quello a monte, dove si accatastano rifiuti di ogni genere. Anche gli argini sono diventati terra di nessuno, come dimostrano le foto di un cittadino che ritraggono bottiglie e lattine, residui di un party improvvisato nella zona del piazzale di via Colombo.

Lo scaricabarile è quasi imbarazzante: l’Arpav e l’Agenzia sanitaria locale ribadiscono che il fiume non è balneabile, il Comune continua a sollecitare l’intervento del Genio civile, che però è molto costoso e tarda ad arrivare.

Intanto si avvicina l’autunno, con possibili nuove criticità idrauliche: nei mesi scorsi, dopo anni di calma apparente, il problema allagamenti si è presentato per ben due volte in pochi mesi alle Barche, rischiando di mandare sotto l’intero centro cittadino di Mirano.

Filippo De Gaspari

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