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Nuova Venezia – “Treni cancellati per favorire le Frecce”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

ago

2013

 

Legambiente all’attacco sullo stop della Regione a otto corse Venezia-Milano: «Un favore a Moretti» 

VENEZIA – La decisione della Regione Veneto di sopprimere otto corse giornaliere tra Venezia e Milano, con un costo di 5 milioni di euro l’anno, va «a tutto vantaggio delle Frecce, cui tanto tiene l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti».

Lo si legge in una nota diffusa da Legambiente Lombardia che ricorda come «le Frecce collegano le due città con 37,50 euro a corsa in seconda classe contro i 19 euro degli interregionali».

«C’è da chiedersi» afferma il responsabile trasporti dell’associazione ambientalista Dario Balotta «come mai treni così frequentati, nei giorni lavorativi dai pendolari e nei festivi dai turisti, debbano essere soppressi e come mai un’eventuale ripartizione dei costi tra Lombardia e Veneto non possa essere trovata senza la minaccia della soppressione delle otto corse».

«I confini regionali» spiega «che non c’erano quando la gestione delle Ferrovie era statale, saltano fuori ora che le competenze sono state trasferite alle Regioni» e pesano anche sui costi dato che gli otto treni in questione «costano 51 euro a chilometro a fronte di una media nazionale di 18 euro».

«Se i treni veneti hanno costi impossibili» conclude Balotta «andrebbero ridotti i costi, non tagliate le corse o aumentate le tariffe».

Secondo l’associazione «già sono stati falcidiati negli anni scorsi numerosi treni interregionali in Liguria, Piemonte, Emilia e Veneto ed ora si vorrebbe perseguire su questa strada. Verrebbero così sacrificate importanti centri abitati come Rovato, Treviglio, Romano di lombardia, Chiari, Peschiera, Desenzano e San Bonifacio.

«Queste scelte hanno contribuito a tenere forti volumi di traffico pendolare su strade e autostrade (dove si pagano pedaggi salatissimi) alla faccia delle politiche ambientali e di riequilibrio che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, dice di voler perseguire».

Così, «mentre le amministrazioni regionali del nord si divertono a parlare di macroregione o per ultimo di Cantone Cisalpino i problemi del trasporto pendolare si moltiplicano senza intravedere nessuna soluzione. Il decentramento regionale delle competenze ferroviarie anziché migliorare e potenziare i servizi ha visto aumentare solo i costi di gestione e le tariffe».

Il costo annuo di questi otto treni, concludano da Legambiente Lombardia, «dovrebbe essere di un milione e 800mila euro non quasi tre volte tanto. Se i treni veneti hanno costi impossibili andrebbero ridotti i costi non tagliate le corse o aumentate le tariffe come si è soliti fare».

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