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Ancora nessun indagato, il reato ipotizzato è quello di inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Indagine dopo l’esposto del Codacons

VENEZIA. Sulla base dell’esposto del Codacons sul caso del passaggio ravvicinato a Riva Sette Martiri del 28 luglio scorso di una nave da crociera, inviato alla Procura della Repubblica il giorno seguente, il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha aperto un fascicolo per il reato previsto dal Codice della navigazione di inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione. Per ora non ci sono indagati, ma non è escluso che in seguito gli inquirenti decidano di iscrivere nel registro per quel reato i presunti responsabili in modo da poter incaricare un consulente tecnico di svolgere una perizia e dare la possibilità a chi è coinvolto di nominare un difensore.

Il reato previsto dall’articolo 1231 del Codice della navigazione prevede anche l’arresto fino a tre mesi in caso di una sentenza di condanna. Il 29 luglio scorso il Codacons comunicò l’intenzione di inviare l’esposto. «Chiederemo alla Procura», aveva riferito il presidente Carlo Rienzi, «di accertare i fatti denunciati, aprendo un’ indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e pericolo di naufragio, e di accertare le responsabilità non solo della Carnival, ma anche della Capitaneria di Porto».

Rienzi aveva ricordato che «non è la prima volta che il Codacons denuncia le navi da crociera che attraversano il bacino di San Marco e i pericoli insiti nel passaggio vicino alla riva di questi giganti dei mari». «Una prassi che tuttavia», aveva concluso Rienzi, «sembra destinata a proseguire, senza alcun intervento da parte delle autorità competenti. Per questo chiederemo domani alla Procura di Venezia di disporre il sequestro di tutte quelle imbarcazioni da crociera che eseguiranno “inchini” e passeranno a pochi metri dalla riva veneziana».

Nel dibattito, quel giorno, era intervenuta anche il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni: «Ancora una volta suona un campanello d’allarme che impone lo stop alle grandi navi a Venezia; è necessario, subito, un confronto che sancisca l’assoluto e immediato divieto di transito nel Canale della Giudecca e l’eventuale analisi di soluzioni alternative» aveva sottolineato l’ex presidente del Fondo per l’ambiente italiano.

«Attorno alle 11 e 15 di oggi», aveva dichiarato l’assessore Bettin, «la Carnival Sunshine, oltre 102 mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62, una della grandi navi da crociera che quotidianamente in questa stagione partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri, come si vede dalle foto.

Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto». La Carnival si era affrettata a smentire, sostenendo che la nave era passata a 72 metri dalla Riva, come rivelavano gli strumenti di bordo».

Giorgio Cecchetti

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