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Mirano. La società annuncia che da settembre gestirà anche gli ultimi 90 ettari

Il presidente Bembo: «Non capisco le lamentele da parte dei sindaci»

MIRANO – Concessioni autostradali venete assumerà entro un mese la gestione diretta, e dunque anche le manutenzioni, del verde lungo il Passante. A confermarlo ufficialmente è la società stessa, replicando alle accuse di moria del verde piantumato lungo il tracciato, lanciate a più riprese da cittadini e amministratori di Mirano e Spinea.

In una nota la società autostradale, partecipata alla pari da Anas e Regione Veneto, spiega: «Dal 28 maggio 2012 il Commissario delegato ha consegnato a Cav solo 60 dei 150 ettari complessivi che costituiscono l’intero “Passante verde”, mentre i restanti 90 ettari verranno presi in carico nel mese di settembre, dopo la consegna da parte di Anas. I 60 ettari già consegnati vengono regolarmente manutentati da Cav».

Dal prossimo mese dunque l’intero corridoio verde lungo l’autostrada Dolo-Quarto, laddove realizzato, sarà in gestione a Cav e dovrebbero quindi cambiare anche le regole di manutenzione (e, si spera, i risultati).

Proprio nei giorni scorsi Anas aveva scaricato ogni responsabilità sulla manutenzione di molti tratti di competenza della viabilità collegata al Passante.

Alle accuse di inadempienze piovute dal Comune e in particolare dall’assessore Lauro Simeoni, Cav intanto replica: «Circa l’incuria nella manutenzione denunciata dal Comune, con specifico riferimento al parco lungo via Porara, si precisa che Cav non ha ancora competenza sull’area in questione, attualmente sotto la responsabilità della società costruttrice. Cav ha sempre provveduto a rispondere alle formali richieste avanzate dal Comune».

La querelle insomma continua. È il presidente di Cav Tiziano Bembo a replicare direttamente al sindaco Pavanello e ai suoi assessori dopo le ripetute lamentele: «Non capisco perché si continuino ad alimentare polemiche sui giornali», afferma il presidente, «ho avuto modo di incontrare più volte gli amministratori di Mirano dando sempre disponibilità a risolvere i problemi. Hanno il mio cellulare, ho sempre ricevuto tutti i solleciti, spero non si cerchi solo la polemica».

Al di là delle responsabilità di chi debba curare il verde però, il problema rimane: che il parco di 10 ettari lungo via Porara soffra lo testimonia anche l’ennesima denuncia di alcuni cittadini, che in piena estate si sono trovati il laghetto a metà del parco completamente secco: tutti morti i gamberi di fiume che vivevano al suo interno, rimasti agonizzanti sul letto asciutto della pozza d’acqua.

Filippo De Gaspari

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