Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

CONSORZIO VENEZIA NUOVA – Il segretario Sutto: così le imprese si accordavano per ogni lavoro.

GUERRA TOTALE – A Chioggia litigavano sempre. Si sono rivolti a Mazzacurati perché coordinasse

I REATI   «Non credevo si trattasse di comportamenti illeciti»

I RAPPORTI  «Nessuno scambio di favori tra ex presidente e ditte»

Sono una ventina gli appalti dell’Autorità portuale di Venezia finiti all’attenzione della Procura di Venezia dopo gli arresti dello scorso luglio per turbativa d’asta in relazione ad una gara che sarebbe stata “pilotata” grazie all’intervento dell’allora presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati. Ora la Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore Paola Tonini, sta lavorando per scoprire se vi siano stati accordi illeciti anche per precedenti lavori in ambito portuale.
A confermare i sospetti degli inquirenti hanno contribuito le dichiarazioni rese dal segretario di Mazzacurati, il trevigiano Federico Sutto: ascoltato dal pm Tonini il 17 luglio, ha dichiarato di essere a conoscenza e di aver avuto un ruolo soltanto nell’appalto del 2011, quello per il quale è finito ai domiciliari. Ma ha anche aggiunto che gli accordi tra le imprese di Chioggia per accapparrarsi gli appalti erano «all’ordine del giorno… Dicevano che loro si mettevano sempre in qualche modo d’accordo nel fare le gare…», ha messo a verbale Sutto.
In tre ore di interrogatorio l’ex segretario di Mazzacurati ha ricostruito le fasi dell’accordo che portò «i ciosoti», capeggiati dalla Lmd di Roberto Boscolo Anzoletti, ad aggiudicarsi tre lotti di lavori di dragaggio per un ammontare di 12 milioni di euro grazie all’astensione delle grandi aziende (Mantovani, Coop San Martino e Nuova Coedmar) concordata tramite l’intervento dell’allora presidente del Consorzio Venezia Nuova.
«Mazzacurati ha un rapporto con queste imprese da sempre… Non è che l’ha fatto in cambio di qualcos’altro… non c’era un interesse di natura economico… Nel momento in cui favorisce queste imprese nel Consorzio c’è un equilibrio che gli dà un ruolo e funzioni anche in veste di presidente, di gestore di rapporti… – ha spiegato Sutto, per poi aggiungere – A Chioggia c’era una guerra totale… .. ci sono sempre state delle liti…»
Secondo Sutto, le piccole imprese di Chioggia si rivolsero a Mazzacurati «sapendo che è l’unica persona che riesce ad intervenire nei confronti di Mantovani, Coedmar e San Martino per dire in qualche modo “fate a meno di partecipare”, ma non perché queste imprese hanno in cambio lavori in Consorzio». L’intervento del “Re” del Consorzio, insomma, sarebbe stata questione di mero prestigio, dimostrazione di carisma e di potere fine a se stesso. Spiegazione che non però convince il pm Tonini la quale, più volte, nel corso dell’interrogatorio, ha insistito per avere chiarimenti, ricordando che, in cambio alla mancata partecipazione all’appalto, le grandi imprese hanno ottenuto alcuni lavori di refluimento in laguna.
Sutto assicura di essersi occupato, su richiesta di Mazzacurati, soltanto di questo appalto, dopo che le piccole imprese (escluse dai lavori del Consorzio che non prevedevano più interventi di dragaggio) gli avevano chiesto aiuto sostenendo di essere in difficoltà. In precedenza i piccoli avevano lavorato spesso in cordata con una delle tre grandi imprese.
In chiusura di interrogatorio il pm Tonini ha chiesto a Sutto se avesse la consapevolezza che si stava commettendo un illecito: «Che ci fosse qualcosa sicuramente… – ha risposto l’ex segreteraio di Mazzacurati – Che ci fosse rilievo penale di questa natura, cioè che questo comportasse arresti, questo sicuramente no… Sarò stato superficiale… ma il Consorzio non fa appalti… probabilmente avrò sottovalutato… è la prima volta che mi succedeva…»

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui