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Da Feltre a Vas, i torrenti nel mirino dei privati. Una decina le richieste di concessione, i Comuni faticano a opporsi.

FELTRE. Decine di chilometri dei fiumi del Feltrino e dei loro affluenti rischiano di sparire con l’acqua chiusa dentro alle tubature a fine idroelettrico. I torrenti sono assediati, i Comuni si scoprono accerchiati sotto la pressione dei coloni impegnati nella conquista del territorio e sulla loro testa piovono progetti a cui è difficile opporsi. I comitati si mobilitano, il Parco delle Dolomiti si schiera contro l’uso indiscriminato delle acque (lo ha fatto con un ordine del giorno a sostegno di un ricorso europeo per fermare l’iper sfruttamento dei nostri fiumi a scopo idroelettrico), i cittadini si sentono prevaricati da tentativi di espropriazioni di terreni e si preoccupano. Sono state fatte assemblee e raccolte firme per chiedere alla Regione la moratoria delle richieste pendenti e l’adeguamento delle procedure alle norme europee. E non è solo questione di acqua, ma anche paesaggistica e culturale. A Quero si combatte per bloccare la costruzione di due centrali sul Tegorzo, Feltre si è accorta di essere attaccata sullo Stien quando era più impegnata a difendere il Caorame (progetto condiviso con Cesiomaggiore), Vas sta cercando di riappropriarsi del torrente Fium, un piccolo affluente del Piave sul quale pendono quattro richieste di derivazione. Seren due giorni fa ha ribadito la contrarietà a un impianto idroelettrico sullo Stizzon. San Gregorio e Santa Giustina guardano al Veses, dopo la centrale Camolino-Busche. A Sovramonte la Regione ha autorizzato l’impianto sull’Ausor. E chissà quale sarà il prossimo torrente a morire, perché ogni settimana si scoprono nuove domande di concessione. Pericolo scampato invece per il Senaiga nel lamonese: qui la Regione ha messo una pietra sopra all’istanza.

Vogliono rubarci l’acqua. I progetti che pendono sulla testa dei Comuni sono sempre di più, dal Basso Feltrino all’alto bellunese, e l’ultima iniziativa di sensibilizzazione è stato un flash mob organizzato ieri nelle zone di Cortina e del Cadore. Il Comitato acqua bene è in prima fila nella battaglia di salvaguardia dei torrenti ed è stato presentato un ricorso europeo con la richiesta di aprire una procedura di infrazione nei confronti della Regione, perché nei passaggi attivati per le autorizzazioni – questa la convinzione – ci sono difformità rispetto alle direttive comunitarie. Per esempio manca ancora una definizione dello stato qualitativo delle acque, le portate idriche vengono calcolate su dati non attuali e le zone interessate riguardano spesso siti tutelati, in ambienti di qualità. In più, non viene valutato l’effetto cumulativo di captazioni e rilasci in sovrapposizione sullo stesso corpo idrico.

Feltre. Lungo il percorso del Caorame, di circa 20 chilometri, sono già presenti due centrali idroelettriche di proprietà Enel, quella di La Guarda e quella di Arson. Partono da qui le osservazioni del Comune per motivare la contrarietà a un nuovo impianto idroelettrico da Arson alle Busette di Pullir e chiedere lo stop dei due progetti di Bim ed Enel Green power. E come se non bastasse questo, poi è arrivata la notizia che ci sono due progetti per il torrente Stien. I progetti si conosceranno in occasione del sopralluogo fissato per la mattina del 24 settembre.

Quero. Sono due le centraline idroelettriche che potrebbero essere costruite lungo il corso del torrente Tegorzo. Per la prima sono già partiti gli espropri, mentre contro la seconda l’amministrazione ha promesso di battersi.

Vas. Ad oggi sul torrente Fium pendono quattro progetti, due dei quali presentati dall’Unione Setteville in concorrenza al privato perché ritenuti meno impattanti e più redditizi. Ma c’è anche una quarta domanda di una ditta.

San Gregorio e Santa Giustina. Dopo il progetto del mega impianto Camolino-Busche (che interessava anche Cesio e Sospirolo) sul quale è arrivato il parere negativo della Soprintendenza che l’ha ritenuto incompatibile con il contesto paesaggistico, ultimamente si è svolto un incontro tra i sindaco di Santa Giustina Ennio Vigne e di San Gregorio Nicola Vieceli con la società Zetasolar di Vedelago. La ditta ha presentato a fine giugno una richiesta di concessione per la derivazione dal torrente Veses, a valle della centrale di Altanon, per uso idroelettrico. Si è deciso di prendere tempo e valutare insieme gli elaborati.

Sovramonte. Sembra segnato il destino del torrente Ausor, interessato da un progetto di En&En per la costruzione di una centrale idroelettrica che sfrutta il salto del corso d’acqua, tanto più che il Comune ha già dato il benestare.

Raffaele Scottini

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