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polemiche sulla pedemontana

«Non abbiamo bloccato alcun cantiere, vogliamo solo chiarezza»

CASTELFRANCO. «Magari la Pedemontana fosse stata bloccata grazie a noi. Nonostante cinque ricorsi di cui due vinti, non si è fermata la corsa verso un’infrastruttura che riteniamo inutile, costosa e distruttiva, con un furto di democrazia e di partecipazione popolare. Anzi quando il Tar del Lazio si pronunciò a favore dei ricorrenti, i lavori sono cominciati di gran carriera».

Replica così Elvio Gatto, rappresentante trevigiano del Coordinamento veneto Pedemontana Alternativa, alle accuse del sindaco Luciano Dussin che vorrebbe far pagare ai comitati i costi dei ritardi nella realizzazione dell’opera denunciando «il continuo ricorso strumentale alla denuncia da parte di persone ispirate al negativismo di chi vede e affronta le novità con pregiudizi e timori».

«Ci meravigliamo che certi giudizi provengano da un ex parlamentare», continua Gatto, «sembra ignorare i principi della Costituzione. Non credo voglia impedire alla magistratura di fare il suo lavoro, cioè di giudicare se dei cittadini hanno ragione o no. Cittadini, non ambientalisti, persone che si muovono nel territorio e che invocano infrastrutture migliori, ma non così impattanti e dai costi misteriosi come si sta rilevando la Pedemontana».

Gatto ricorda l’evolversi di quest’opera: «Nel 2001 si pensava a una superstrada che fosse la continuazione della Gasparona, in provincia di Treviso. Nel 1999, e Dussin dovrebbe ricordarselo, sono stati stanziati 600 miliardi di lire, pari a 300 milioni di euro, mentre ora il costo è lievitato a 2 miliardi e 300 milioni di euro. E ora arrivano altri soldi dal decreto del Fare. Eppure si continua a dire che con il project financing non si graverà sulle risorse pubbliche. Sulla base di calcoli specifici sui volumi di traffico abbiamo dimostrato che la Pedemontana rischia di essere un’opera fallimentare. Loro su che cosa si basano per dire che invece sarà un’opportunità?». (d.n.)

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