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IL CASO – Società fiorentina chiede le autorizzazioni. Il Covepa: in prospettiva della Spv?

Il business è nel sottosuolo

Nel Breganzese si vuol andare a caccia di risorse geotermiche fino a 4.200 metri di profondità

Un bell’aiutino lo ha già garantito lo Stato negli ultimi giorni. Per la Pedemontana un’altra fonte di introiti potrebbe essere rappresentata dalla ghiaia o altri materiali ricavati dalle escavazioni.

A metterlo in rilievo è il Covepa, il coordinamento di comitati contrari al progetto infrastrutturale, svelando una richiesta arrivata nelle ultime settimane alla Regione Veneto dalla società Lifenergy di Firenze, e pubblicata nel Bur del 9 agosto: una domanda di permesso di ricerca di risorse geotermiche di media e alta entalpia, ad una profondità compresa tra 3800 e 4200 metri, nel territorio dei Comuni di Montecchio Petralcino, Sarcedo, Breganze, Sandrigo, Villaverla e Dueville. Il Bassanese non è quindi coinvolto, almeno per il momento.

Sul possibile aumento degli scavi il Covepa si chiede «maliziosamente»: non sarà mica che la ghiaia ricavata non è sufficiente? E ancora: la richiesta di ulteriori scavi è solo funzionale alla ricerca di fonti termiche per far girare le turbine per l’energia elettrica, o è la scusa per ricercare nuove risorse nel sottosuolo?

E qui rispuntano gli spettri dell’insostenibilità economica, già emersi con l’aiutino di 370 milioni di euro arrivati dal governo e non smentiti dalla convenzione economica o dal Piano Economico Finanziario, che non sono mai stati svelati.

«Un ulteriore aiuto alla copertura degli innumerevoli buchi doveva venire dalla vendita della ghiaia – sostiene il Covepa – e le innumerevoli montagne di sassi viste durante un nostro sopralluogo di pochi giorni fa, materiale abbandonato tra il torrente Astico e l’autostrada A31 in comune di Montecchio Precalcino, dimostrano che pure questa è una chimera».

La vendita delle ghiaie fu posta a base del bilancio dell’opera fin dal 2006. Ma secondo i detrattori oggi sarebbe emerso che la ghiaia non basta a far «quadrare i conti». Così a sud e a est del primo cantiere della Spv si va a sondare alla ricerca di fonti energetiche a media e alta entalpia, cioè risorse geotermiche che possono essere sfruttate per la cogenerazione. Teoricamente il tutto dovrebbe essere funzionale alla ricerca di fonti termiche, anche se non tutti lo credono.

«Qualcuno pensa che la Superautostrada Pedemontana Veneta sia stata ideata solo per servire nuovi centri commerciali – continua il Covepa – e che la valorizzazione immobiliare dei territori che attraversa possa contribuire a coprire i buchi finanziari che il Piano Economico Finanziario sta mettendo in evidenza. Questo ormai è alla luce del sole e all’attenzione della magistratura contabile e penale, nonostante le coperture politiche e il continuare a nascondere il contratto e i documenti economici parte integrante del «progetto di finanza» alla veneziana. Ma non è solo così, ecco allora che si può sfruttare ciò che c’è sotto la Pedemontana: ghiaia o altro ancora».

 

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