Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Alemagna Spa, l’addio definitivo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

set

2013

TREVISO – Verso la chiusura la società nata negli anni ’60 per costruire un’autostrada verso la Germania

Il ko della Venezia-Monaco giustificato con la paura di perdere il sigillo dell’Unesco alle Dolomiti

C’è una società regionale che sta per chiudere i battenti: la Società per l’autostrada Alemagna spa. Quella che, inseguendo un sogno iniziato ancora nella prima metà del secolo scorso, aveva il compito di promuovere la costruzione di un’arteria a scorrimento veloce per collegare in modo diretto Venezia e Monaco di Baviera. In oltre 50 anni, però, si è fermata a Pian di Vedoia. E i bilanci dell’Alemagna, pur non prevedendo indennità per i componenti del cda, si sono sempre chiusi in leggero rosso. L’ultima volta l’anno scorso: -2.241 euro. E ora è arrivata al capolinea. Come mai? Cosa c’è di diverso tra il niente di ieri e il niente di oggi? Le Dolomiti. Non tanto come muro di pietra, visto che l’autostrada avrebbe fatto più fatica a saltare il «niet» di Bolzano che non colli e monti, quanto come patrimonio dell’Umanità.

«Dopo il timbro dell’Unesco – rivela il presidente della società, Leonardo Muraro, tra le altre cose numero uno della Provincia di Treviso e dell’unione delle Province del Veneto – non sono consentiti nuovi attraversamenti sulle Dolomiti». Punto. Pena l’uscita delle montagna più belle del mondo dalla lista World Heritage. Un’onta che, nonostante Belluno abbia spesso guardato con favore al progetto dell’arteria, nessuno vuole subire. Tanto meno dopo che l’Unesco ha dimostrato di far sul serio depennando dall’elenco la città tedesca di Dresda in seguito alla costruzione di un mega ponte per le auto alle porte della capitale della Sassonia (ponte che – per inciso – piace ai residenti).

Stavolta, insomma, l’ostacolo pare davvero insormontabile. «Nel giro di un paio di settimane convocheremo l’assemblea dei soci e metteremo ai voti la chiusura – annuncia il presidente che siede nel cda con il consigliere Renato Borsato – a questo punto non ci sono più grossi margini». La strada, è proprio il caso di dirlo, è segnata. Come dimostra il fatto che alcuni dei soci, tra i quali il Comune e la Provincia di Venezia, il Comune e la Provincia di Treviso, fondazione Cassamarca, la Provincia di Belluno e il Comune di Padova, oltre alle Camere di commercio, hanno già deciso di recedere cedendo le quote della società arrivata a vantare un capitale sociale di 312mila euro. In testa c’è la Provincia di Venezia (9,8%). Seguita da tutti i Comuni con meno di 30mila abitanti che, come impone la legge, sono costretti a mettere in liquidazione la propria partecipazione dal momento che la spa negli ultimi tre anni non ha chiuso il bilancio con almeno un po’ di utile. «Di fatto non è più possibile andare avanti, se non cambiando totalmente strategia – conclude Muraro – dispiace perché si trattava di un progetto strategico capace di far lievitare l’economia del nostro turismo, dal litorale alle montagne. Va comunque ricordato che la società ha avuto costi tecnici e amministrativi pari a zero».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui