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Gazzettino – “Resuscitata” la Tav in laguna

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

set

2013

URBANISTICA – L’assessore Bettin si affianca all’iniziativa del collega Ferrazzi

«La Regione vuole imporre al Comune la sublagunare e sottometterlo alla Save e al Porto»

DAL COMUNE – Vincolo e Ptrc, doppio ricorso. La Giunta ha votato due delibere per altrettanti ricorsi straordinari al presidente Napolitano, il primo contro il Ptrc, il secondo contro il vincolo paesaggistico fatto valere per la prima volta nei confronti del Palais Lumière

IL PROBLEMA – Il Ptrc prevede opere invece cancellate dal Pat

Da un lato vincola, dall’altro impone. E da entrambi i lati sbaglia. Morale, la “c” di Ptrc, invece che coordinamento (del Piano territoriale regionale), starebbe a significare confusione totale. L’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi l’altro ieri ha spiegato perché la Giunta ha deciso di presentare una montagna di osservazioni a quel piano adottato dalla Regione del Veneto lo scorso aprile e che rischia di paralizzare l’attività della maggior parte dei comuni del territorio, in particolare di Venezia; e perché abbia anche deciso di presentare un ricorso straordinario al capo dello Stato. Al contempo ha sottolineato come, accanto ai vincoli per tanti versi assurdi su decine e decine di edifici e interi quartieri che invece andrebbero abbattuti o come minimo completamente riqualificati, la Regione tenti di imporre opere bocciate dal Pat e, in alcuni casi, anche dal commissario straordinario per l’alta velocità ferroviaria Mainardi: si va dalla resurrezione della sublagunare alla Tav in tunnel lungo la gronda della laguna, fino allo sviluppo dell’area di Tessera strappato al Comune e affidato alla Save dell’aeroporto.

«E quel che suona più stonato è che il Comune ha fatto un lavoro di grande partecipazione ascoltando cittadini, Provincia e Regione per realizzare il Pat chiesto dalla Regione – conclude Ferrazzi -. E poi la stessa Regione fa finta che questo lavoro non ci sia e se ne esce con un Ptrc in netto contrasto».

L’assessore all’Ambiente va oltre individuando un disegno preciso della Regione per avere «mano libera sul territorio di competenza del Comune» e ci aggiunge pure la programmazione portuale e quella su Porto Marghera. Non è un caso, infatti, che l’altro ieri la Giunta abbia votato due delibere per altrettanti ricorsi straordinari al presidente Napolitano, il primo contro il Ptrc, il secondo contro il vincolo paesaggistico che è stato fatto valere per la prima volta nei confronti del Palais Lumière e che, se fosse effettivamente riconosciuto valido e operativo, potrebbe paralizzare lo sviluppo di quasi tutta Porto Marghera e di buona parte di Mestre.

«Da un lato, per quanto riguarda il Ptrc, il Comune rivendica la titolarità di scelte che rischiano di essere impedite da un ottuso centralismo regionale, mi riferisco ad esempio al miglioramento qualitativo di certe zone della città (dalla stazione ferroviaria al Candiani a via Aleardi, al “Circus”, Santa Marta eccetera) – continua Gianfranco Bettin -. Dall’altro e all’opposto, invece, la Regione vorrebbe imporre la propria visione e le proprie scelte a un Comune che ne ha fatte altre, in generale dando mano libera al consumo di territorio e a un devastante impatto ambientale».

Quanto al ricorso contro il «presunto vincolo paesaggistico, ha lo scopo di far chiarezza, finalmente, su una definizione ambigua del limite a partire dal quale scatta la salvaguardia – conclude l’assessore all’Ambiente -. Pure in questo caso, centralisticamente, impedisce di pianificare con certezza un territorio che, specie tra la zona portuale-industriale e il centro urbano, ne ha urgentissimo bisogno sia a scopo di risanamento ambientale e di riqualificazione urbana sia per il rilancio produttivo».

 

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