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Il rettore dello Iuav Restucci sostiene Expo Venice «A Porto Marghera deve nascere il nuovo watefront»

Il sogno faraonico di Pierre Cardin di costruire sul waterfront un giantesco e costosissimo palazzo, s’è infranto davanti al suo pesantissimo impatto ambientale, paesaggistico ed economico. Ma non per questo, il waterfront lagunare è rimasto senza progetti innovativi. C’è, infatti, il progetto Acquae Expo 2015 presentato dalla società fieristica Expo Venice. Un progetto da realizzare nelle grandi aree che un tempo ospitavano l’Agrimont e da anni sono occupate dal parco tecnologico e scientifico Vega Scarl e dai terreni del Vega 2, costati ben 25 milioni di euro a Condotte Immobiliare ma aspettano ancora di essere edificate e utilizzate, al pari di quelle confinanti del Vega 3 e 4 per un totale di 3 ettari già bonificati con un posizione strategia, tra mare e terra.

Una posizione geografica che ben si sposa con il tema centrale dell’Expo 2015 di Milano: «nutrire il pianeta, energie per la vita». A sostenere Acquae c’è anche Amerigo Restucci, rettore dello Iuav, l’istituto universitario di archittetura che potrebbe rientrare nel consorzio e sedere nel consiglio d’amministrazione di Vega Scarl.

Rettore Restucci, L’Expo sarà davvero l’occasione per rilanciare, con la ricerca e l’innovazione, Porto Marghera post industriale ? «Il progetto Acquae per l’Expo 2015 rappresenta una vera opportunità per rilanciare un pezzo di città che va ripensata in logica metropolitana e con una sua area fieristica. Per Venezia e in particolare le ex aree industriali di Porto Marghera in cui è nato il parco Vega, si tratta di un’occasione imperdibile per avviare una migliore distribuzione sul territorio dei flussi che sono prevedibili per la manifestazione che vedrà Milano, l’Italia e in particolar modo Venezia, al centro dell’attenzione mondiale tra un anno e mezzo».

A dire il vero sono anni che si aspetta lo sviluppo di queste aree del waterfront: stavolta sarà la volta buona? «È necessario un nuovo piano degli interventi che identifichi le destinazioni d’uso più attuali per queste aree da valorizzare, ricostruendo un nuovo waterfront e migliorando la viabilità e la mobilità tra laguna e terraferma».

Non c’è il rischio che si tratti dell’ennesimo progetto che non sarà mai realizzato? «L’Expo 2015 è un’ evento eccezionale che a Venezia può consolidare fattivamente anche in termini scientifici quella centralità concettuale della nostra città nei confronti del Mondo dell’Acqua, non solo negli aspetti emotivi ma anche in termini di ricerca e sviluppo dei settori industriali collegati, avviando un processo virtuoso per tutti i settori istituzionali e produttivi del territorio. Del resto il parco Vega è un complesso immobiliare che necessità di interventi di efficientamento energetico, space planning e rifunzionalizzazione degli spazi. In tale logica, come molti nostri studenti hanno progettato di fare proprio a Marghera, si potrebbe pensare a nuovi utilizzi per istituzioni internazionali, tipo Venezia capitale dell’acqua, della città metropolitana, di facoltà universitarie e foresteria per studenti.

Lo Iuav che può fare? «La volontà di rilanciare il programma di Ricerca e Innovazione e quindi di sviluppo dovrebbe guardare all’università. Ricordo che lo Iuav ha svolto un Masterplan con 30 docenti di respiro internazionale che hanno sviluppato progetti sull’area di Marghera in consonanza con il piano del Comune e con uno sguardo all’area dove insiste il Vega. Potrebbe esserci la nostra disponibilità ad immaginare un iniziale presidio al parco Vega del corso di studio di Design industriale di Iuav, che affianchi e dialoghi con l’autorevole sede – oggi a Treviso1, eventualmente facendo richiesta di accedere ai fondi ministeriali».

 

Sinergie con gli enti fiera di Padova Verona e Vicenza

Già da più di un mese il sindaco Giorgio Orsoni e gli assessori competenti hanno tra le mani il progetto Acquae Expo 2015 della società fieristica Expo Venice per realizzare, in occasione della Esposizione Internazionale di Milano del 2015. Si tratta di realizzare – di accordo anche con le fiere di Padova, Verona e Vicenza – un polo fieristico permanente e metropolitano a Porto Marghera in una parte della area del Parco tecnologico e scientifico Vega 1 (di proprietà di un consorzio con soci privati come Eni e pubblici come la Regione e il Comune di Venezia) e in quella adiacente di Condotte Immobiliare spa (Vega 2) sul waterfront lagunare ancora da sviluppare. Il progetto di Expo Venice prevede di sviluppare in queste due aree (20 mila metri quadrati in tutto) sei aree tematiche che con un unico filo conduttore: l’acqua, la vita e i l cibo, temi al centro dell’Expo di Milano del 2015 che avrà i suoi spazi espositivi anche sul waterfront della laguna. La Giunta comunale si è presa tempo per studiare il progetto ma non ha molto tempo per esprimere il suo parere: l’avvio dei lavori è previsto per l’anno l’inizio dell’anno prossimo in modo da essere pronti per l’Expo del 2015.

 

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