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Nuova Venezia – “Grandi navi, presto una soluzione”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

set

2013

 

Il ministro Bray, “circondato” al Lido dal comitato, promette: «Il Governo deve intervenire».

Riunione a metà settembre

«Dirò ben presto qualcosa. Questo problema va affrontato al più presto in sede di governo». «Circondato» al Lido da un drappello di manifestanti del comitato «No Grandi Navi», il ministro per i Beni culturali Massimo Bray alla fine dice quello che i comitati volevano sentire. Le grandi navi a Venezia sono anche affare dei Beni culturali, visto che Venezia è uno dei beni più preziosi del mondo.

Il comitato gli aveva recapitato una lettera: «Non abbiamo mai sentito la sua voce su questo tema», avevano scritto i comitati, «la invitiamo a prendere posizione». Ieri una delegazione dei comitati ha incontrato il ministro. «È stato molto cordiale», dice il portavoce Silvio Testa, «adesso aspettiamo fatti concreti».

Intanto si apre un altro fronte di polemica. Il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando aveva sollecitato anch’egli una decisione, ricordando come nella questione navi ci sia da considerare anche la delicatezza della laguna. La sua proposta di «numero chiuso» è stata subito accolta dal sindaco Giorgio Orsoni e dal presidente del Porto Paolo Costa. Ma ieri il presidente di Vtp Sandro Trevisanato ha annunciato che nei fatti il numero chiuso c’è già. «Gli arrivi si sono ridotti del 9 per cento, passando da 431 a 391», dice Trevisanato, «e nei prossimi mesi a causa dei lavori per la posa dei cassoni del Mose e con lo spostamento dei traghetti a Fusina si ridurranno ulteriormente fino ad arrivare a 241». 241 navi al posto delle 431 delllo scorso anno. Anche se si tratta ovviamente di super navi capaci di portare anche 4 mila passeggeri. Un via via notevole di «bestioni» che ancora oggi passano davanti a San Marco. Domenica sera, al termine della regata Storica, le telecamere del Tg2 hanno ripreso i grandi camini con fumo nero di una nave ben più alti di campanili ed edifici della città.

«Bisogna fare presto», ha ripetuto anche ieri il sindaco Giorgio Orsoni, «e trovare una soluzione in pochi mesi». Il sindaco insiste sull’ipotesi di Marghera, dove le navi oltre una certa dimensione potrebbero arrivare senza più passare per San marco. I lavori, dice, durerebbero pochi mesi. Ma il Porto e la Vtp insistono sul nuovo canale, il Sant’Angelo Contorta, che potrebbe far arrivare le navi in Marittima entrando dalla bocca di porto di Malamocco. «Rimedio peggiore del male», dicono i comitati, supportati dagli studi di uno dei più importanti ingegneri idraulici, il professor Luigi D’Alpaos. Decisioni che dovranno essere prese dal prossimo Comitatone, convocato entro entro ottobre, dopo che il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi avrà concluso, entro la metà di settembre, l’istruttoria sui progetti già presentati. Il canale Contorta e la nuova Marittima a Marghera. Ma anche la «tangenziale» dietro la Giudecca, il nuovo porto passeggeri a Punta Sabbioni, ideato dall’ex viceministro Cesare De Piccoli. Grandi navi bloccate fuori dalla laguna e passeggeri portati a San marco con barche più piccole. «Ma è questo modello di crociere che rischia di distruggere Venezia», dice il portavoce del comitato Silvio Testa. Intanto il comitato Crusie venice, che sostiene le grandi navi, ha annunciato nuovi documenti per dimostrare che la notizia della nave vicina a Riva sette Martiri, diffusa in agosto da tutti i giornali, «era una bufala».

Alberto Vitucci

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