Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Le crociere? A Marghera. L’ex sindaco Massimo Cacciari, su questo fronte, sta con il suo successore Giorgio Orsoni.

«Non c’è alcun dubbio – dice Cacciari – che debba essere eliminato il traffico delle grandi navi dal bacino di San Marco. Punto».

Cacciari non lascia margini di dibattito, secondo lui il traffico croceristico «è incompatibile con la città. E la danneggia. Non danneggia perché fanno l’inchino, perché vanno addosso alle rive. Danneggia – ha spiegato – perché il moto ondoso crea correnti tali che danneggiano le fondamenta. Cosa scientificamente dimostrata, riprovata».

Per Cacciari le navi devono essere «mandare giù per il Canale dei petroli, attrezzando un porto passeggero a Marghera. L’idea di fare un nuovo canale è semplicemente demenziale. Già si è dimostrato il danno che ha causato il canale dei petroli, si pensa a scavare un altro canale? Per vedere così di aumentare le correnti, la dispersione del materiale dalla laguna, le acque alte? Bisogna essere pazzi per proporre di scavare un nuovo canale».

Cacciari quindi non vede altra soluzione che quella di sfruttare il Canale dei petroli: «Si portino le navi a Marghera – conclude l’ex sindaco – e si attrezzi lì un porto passeggeri che potrebbe essere anche una buona occasione per rivitalizzare e riqualificare l’area di Marghera. Puro, semplice, elementare, Watson…».

 

LA REPLICA –  L’assessore difende la sua versione: «Querele? Colpiscano me»

Bettin: «La verità uscirà in tribunale»

«I cittadini che hanno testimoniato, anche con foto e video, l’anomala vicinanza alla riva Sette Martiri della Carnival Sunshine lo scorso 22 luglio andrebbero ringraziati e non minacciati di ritorsioni giudiziarie».

Non arretra di un centimetro, l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. Anzi, alla volontà del Comitato Cruise Venice di presentare denuncia per simulazione di reato, ribatte.

«L’intento dei cittadini era limpido e mosso da un’onesta, emozionata preoccupazione. Hanno subito avvertito l’amministrazione comunale, qualcuno collocando il passaggio più vicino alla riva altri un po’ meno, tutti entro poche decine di metri».

«Il Comitato Cruise Venice – aggiunge – eviti di perseguire ”ignoti” e, quindi, potenzialmente chiunque quel giorno abbia raccontato cos’ha visto. È il sottoscritto ad aver diffuso la notizia della loro preoccupazione e le immagini che hanno fornito all’amministrazione. Immagini che documentano l’estrema vicinanza di quel passaggio, al punto che, se i famigerati “inchini” tipo quello, tragico, della Costa Concordia all’isola del Giglio e tutti gli altri tipici di questa irresponsabile prassi si tenevano comunque a qualche centinaio di metri dalle coste, le poche decine di metri della Carnival Sunshine il 22 luglio – una ventina, una cinquantina o una settantina che fossero, cambia poco – autorizzano davvero a parlare, se si vuol restare alle metafore, non di “inchino” bensì appunto di “struscio».
«Fuor di metafora – conclude Bettin – la realtà inoppugnabile di quelle immagini e di quelle testimonianze che ora si vogliono criminalizzare ha parlato con eloquenza al mondo. È stato giusto diffonderle e chiederne spiegazione. Cruise Venice quereli me, dunque. Sarà l’occasione per affrontare anche in tribunale – di nuovo di fronte al mondo, ovviamente – una questione che sta scandalizzando ogni persona sensata».

GRANDI NAVI – Nella sequenza anche il passaggio vicino allo yacht del patron della Carnival

«Ecco le prove dello “struscio” inventato»

Cruise Venice documenta con un video la denuncia presentata in Procura

Alle 11, 12 minuti e 39 secondi di sabato 27 luglio è partita la grande bufala, utilizzando il solito sistema delle fotografie che falsano la prospettiva e mostrano grandi navi praticamente incollate a piazza San Marco mentre, in realtà, stanno passando a 250 metri di distanza. Quella mattina lo scrittore veneziano Roberto Ferrucci, seduto al bar Melograno in Riva Sette Martiri, ad oltre un chilometro di distanza da San Marco, ha ripreso e fotografato con il suo smartphone la nave da crociera Carnival Sunshine e ha avvisato Gianfranco Bettin. Poco più tardi l’assessore comunale all’Ambiente diffonde un comunicato con il quale denuncia che la nave, scodando e inclinandosi pericolosamente, ha sfiorato la riva stringendo pericolosamente un vaporetto dell’Actv. E, ha aggiunto il consigliere comunale di In Comune Beppe Caccia, ha pure fatto un inchino del quale il magnate della Carnival Corporation, comodamente alloggiato nel suo yacht Sirona III ormeggiato proprio lì, si è compiaciuto.
Per queste dichiarazioni e per le foto e i video che hanno fatto il giro del mondo il comitato Cruise Venice, presieduto da Massimo Bernardo e assistito dall’avvocato Antonio Forza, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo che verifichi se sono stati commessi i reati di procurato allarme e di simulazione per aver denunciato un attentato alla sicurezza dei trasporti.
Anche se tutti i dettagli dell’esposto non sono stati resi noti, quelli illustrati ieri dall’avvocato Forza disegnano un quadro di assoluta normalità della navigazione della Carnival Sunshine. Con i dati raccolti da un’agenzia di investigazioni, gli articoli usciti, i post su Facebook e Twitter, il comunicato della Capitaneria di porto che, nel pomeriggio del 27 luglio, dopo aver verificato rotta e tracciati su Gps e radar, ha escluso problemi di alcun genere, Bernardo e Forza sostengono che «la riunione del 25 luglio al Ministero delle Infrastrutture non era stata soddisfacente per i comitati No Grandi Navi e per quanti li sostengono. Guarda caso dopo due giorni un fraterno amico dell’assessore all’Ambiente si trova seduto ad un tavolino del bar Melograno e riprende la scena».
Ma che scena riprende? I dati raccolti e il video di una telecamera di sicurezza della zona mostrano che la nave in realtà passa ad un centinaio di metri da dove è stata scattata la foto, in un canale largo 300 metri, quindi non i 20 metri di cui ha parlato Bettin; che il punto più vicino alla riva toccato dalla Carnival è a 72 metri dalla riva ma ben oltre lo yacht dell’armatore; che alcuni vaporetti e un taxi passano tranquillamente tra la riva e la nave; che le poche persone presenti in riva non si accorgono di alcuna emergenza; che nemmeno nel bar Melograno, quasi vuoto, si registra preoccupazione; che, insomma, l’unico allarme proviene da Ferrucci; che la nave ha seguito la rotta assegnatale dalla Capitaneria di porto; che «l’assessore Bettin in brevissimo tempo avrebbe potuto facilmente verificare con i suoi uffici, sempre in contatto con la Capitaneria, l’infondatezza dell’allarme», magari seguendo il consiglio del comandante dei piloti del porto in pensione, Roberto Pietropaoli, che su Facebook gli ha suggerito di parlare con persone competenti per evitare di fare brutte figure.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui