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SALVAGUARDIA

Il Governo li ha destinati a coprire i mancati introiti dell’Imu, ma per il presidente Giovanni Fabris (Cvm): «Non sono tagli ma spostamenti: il cantiere è finanziato fino al 2016»

Cento milioni in meno per il Mose. Ma non è un problema per completare i lavori delle dighe mobili. I lavori sono finanziati fino al 2016. Mancano ancora gli ultimi stanziamenti dal Cipe – circa mezzo miliardo di euro – per completare gli sbarramenti all bocche di porto e avviare le opere compensative richieste dall’Europa. Lo dice il presidente del Consorzio Venezia Nuova Mauro Fabris, dopo aver appreso che cento dei 380 milioni promessi nell’annualità 2014 slitteranno all’anno prossimo.

«Le richieste iniziali erano state molto più pesanti», dice il presidente, «e anche noi dobbiamo fare la nostra parte per recuperare i fondi che dovevano arrivare dall’Imu. Ma non sarà un problema, perché tutti i lavori in corso sono autorizzati e finanziati».

Niente decisioni drammatiche del governo, dunque. Non ci sono tagli ma solo slittamenti, minimi. In realtà la gran parte dei finanziamenti per il Mose sono stati già stanziati dal Cipe. Oltre cinque miliardi di euro, su una spesa prevista di 5 miliardi e 600 milioni. Ma i 600 milioni che mancano riguardano quasi esclusivamente le opere compensative, imposte dall’Europa dopo l’archiviazione dell’esposto sui cantieri «illegittimi» e sui danni provocati. Dunque la grande opera è ormai al riparo da sorprese, almeno dal punto di vista finanziario. Si tratta adesso di distribuire i lavori già previsti nell’arco dei prossimi tre anni. Secondo la tabella già approvata anche nel 2015 arriveranno dal Cipe 290 milioni di euro, nel 2016 380. Insomma, i soldi per il Mose ci sono tutti. E se si dovesse interrompere l’attività, a saltare sarebbero proprio le opere compensative, cioè la «riduzione del danno» dopo i guai provocati dai cantieri a Santa Maria del Mare e al Lido.

«Trovo un po’ stucchevole questi continui dibattiti sulla mancanza di finanziamenti per il Mose», dice Fabris, «in realtà i contratti sono già firmati». Si va avanti, dunque, a dispetto delle notizie che arrivano sul fronte giudiziario.

Il nuovo presidente e il nuovo direttore Hermes Redi vogliono infondere tranquillità. E promettono trasparenza. Nei prossimi tre mesi si concluderà la fase della sperimentazione «in bianco» sulle prime quattro paratoie calate sui cassoni nel fondale di Treporti. In autunno prenderà il via anche la posa dei grandi cassoni nella bocca di porto di Malamocco. Poi si andrà avanti con Chioggia e con le paratoie. I lavori del Mose, oggi al 69 per cento, dovrebbero concludersi da cronoprogramma alla fine del 2016.

(a.v.)

 

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