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Dopo che è mancato il numero legale in Consiglio comunale

DOLO – La mancanza del numero legale in consiglio comunale a Dolo è segno evidente di una frattura interna alla maggioranza, in particolare della componente leghista, che ormai si trascina da mesi. E lo si capisce ancor di più, con le dichiarazioni del giorno dopo.

«Ha ben poco il sindaco da scaricare le responsabilità di quanto accaduto sul consigliere Fattoretto, che ammiro ed apprezzo per il forte segnale che ha dato all’amministrazione Dolese – commenta il leghista Mario Vescovi, assente giustificato all’ultimo consiglio -. La responsabilità di quanto accaduto è esclusivamente della Gottardo che in questi 3 anni di mandato non ha fatto altro che giocare a dividere e mettere uno contro l’altro i vari consiglieri nella speranza di avere sempre lei le redini del gioco».

Vescovi vede un rimpasto di giunta come l’unica via d’uscita. L’altro leghista Giovanni Fattoretto è ancora più categorico: «Erano stati avvisati e dovevano sapere a cosa andavano incontro, ma non mi hanno voluto ascoltare». E spiega come già in una mail del 21 agosto scorso avesse informato sindaco e capogruppo di maggioranza che se fosse perdurato il mancato invito alle riunioni nei confronti di Vescovi, lui non vi avrebbe più preso parte: «Non conoscendo le decisioni che saranno prese, non potrò più garantire il totale appoggio in sede consigliare limitandomi, nel caso fosse richiesto, all’astensione». Qualcuno quindi avrebbe dovuto immaginare che potevano mancare i numeri se la certezza era fondata soltanto sulla presenza del consigliere Fattoretto.

Il capogruppo di “Per Dolo cuore della Riviera”, Alberto Polo, per l’opposizione affonda il colpo: «È un fatto di enorme gravità politica, mai accaduto prima nella storia dolese. I dissidi interni alla maggioranza, infatti, sono noti da tempo e questa assenza, sinceramente, non stupisce. L’annullamento del consiglio comunale ha portato alla luce l’immobilismo che sta facendo morire Dolo. Non ci sono investimenti, non c’è programmazione, non si assumono decisioni strategiche: l’unico momento nel quale si è vista grande determinazione nell’ex maggioranza è stato quello nel quale, senza alcuna garanzia, hanno approvato Veneto City per obbedire agli ordini che provenivano dall’alto. Poi più nulla. Al Sindaco non è bastato neppure nominare cinque consiglieri su cinque in casa di riposo per tenere insieme i pezzi della propria maggioranza, e ora ne dovrebbe prendere atto rassegnando le proprie dimissioni».
Giorgio Gei, capogruppo de “Il Ponte del Dolo”, infine, afferma che «È giunto un segnale chiaro, la maggioranza che era uscita vincitrice tre anni fa, superata la boa di metà mandato non esiste più. La cosa più preoccupante è che non siamo di fronte ad una chiara rottura politica su questioni specifiche, ma ogni occasione sembra buona per dare il via a scaramucce tra membri della Lega, nel silenzio assordante dell’altra anima della maggioranza, il Pdl».

G.d.Cor.

 

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