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Guarda le manovre a rischio in Bacino San Marco

Il precedente del 27 giugno: una grande nave blocca il canale

Paura a Venezia tra i pendolari a bordo dei vaporetti che si sono visti i due scafi a pochi metri. E dalla “ro-ro” greca è uscita un’impressionante quantità di fumo nero

VENEZIA. Un ferry boat che sorpassa il traghetto della Anek Lines. Non ce la fa, si blocca e passa dall’altra parte. Intanto la nave fa manovra e sprigiona un fumo nero e densissimo proprio davanti a San Marco. È successo ieri mattina, davanti a centinaia di testimoni in Bacino San Marco. La nave traghetto Actv «Lido di Venezia» diretta al Tronchetto ha tentato invano di superare la nave traghetto greca all’altezza dei Giardini. Visto il passaggio stretto, il comandante ha alla fine desistito, fermandosi e passando dall’altra parte, verso San Giorgio. Manovre che hanno tenuto i passeggeri dei vaporetti con il fiato sospeso per qualche minuto. Non è successo nulla, ma è anche questa una dimostrazione dell’intasamento del bacino San Marco da grandi mezzi. Non solo grandi navi, ma anche traghetti che viaggiano con i carburanti ad alto contenuto di zolfo. L’inquinamento da zolfo e da polveri sottili è uno dei punti sollevati dal Comitato «No Grandi Navi», che ha presentato esposti alla Procura e adesso un esposto anche all’Unione europea, chiedendo interventi urgenti a tutela della laguna e della città.

Una polemica che riprende fiato, in vista della prossima riunione prevista a metà settembre al ministero delle Infrastrutture. Si dovrà decidere su studi e progetti per realizzare una alternativa al passaggio delle navi davanti a San Marco. Il Porto ha proposto di scavare un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, per far arrivare le navi all’attuale Marittima senza passare per San Marco. «Sarebbe una cosa demenziale», ha commentato l’ex sindaco Massimo Cacciari. Rilanciando, stavolta in accordo con il sindaco Giorgio Orsoni la proposta di attrezzare un nuovo terminal a Marghera. Si discute anche di altri progetti. Come quello di Cesare De Piccoli, che prevede di spostare il terminal grandi navi a Punta Sabbioni. Quello appoggiato da Scelta civica di scavare una nuova tangenziale dietro la Giudecca. E infine l’idea di Ferruccio Falconi ex capo dei piloti del porto. Che propone di spostare le navi davanti a Sant’Erasmo. Due le linee, di chi non vuole spostare la Marittima – Vtp e Porto in testa – e dunque propone nuovi canali. Di chi invece, come il Comune, propone Marghera, o come gli stessi comitati, chiede di allontanare le navi incompatibili e cambiare modello di turismo.

Intanto si riaccende anche la polemica tra il comitato Cruise Venice, che difende le attuali grandi navi, e l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. Dopo gli annunci di querela per chi ha lanciato nel luglio scorso l’allarme sulla nave troppo vicina alla Riva Sette Martiri, Bettin rincara la dose. «Un vero autogol», dice, «40 o 70 metri non fa differenza. Quel filmato è la prova che le navi passano comunque troppo vicine alla riva. Va proiettato nelle scuole».

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