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NOALE – Oltre un chilometro di tracciato, un costo che supera i due milioni di euro, la volontà di partire con i lavori nel 2014 per concluderli nel 2015. Tutto bene ma dei residenti hanno sollevato un dubbio: non è che la pista ciclopedonale sulla Noalese sud si possa allungare di qualche metro, altrimenti a noi non serve?

Giovedì sera, in sala parrocchiale a Briana, è stato presentato il progetto dell’opera che viaggerà sulla regionale, da via Pacinotti (zona industriale) a via Calvi. Questa avrà lo scopo di mettere in sicurezza i pedoni e ciclisti, costretti a convivere con camion e auto che corrono a pochi centimetri di distanza. Alcuni abitanti della frazione hanno chiesto di allungarla, altrimenti si resta punto e a capo. E l’assessore alla Mobilità veneta Renato Chisso ha detto che si farà il possibile. In sala, oltre a Chisso, mezza giunta noalese, Alessandro Romanini di Veneto Strade e il progettista Antonio Martini. Questi ultimi due sono entrati nel dettaglio della futura pista ciclopedonale, attesa come il pane da queste parti. Collegherà la zona industriale di Noale a via Calvi a Briana. Sarà costruita sul lato nord di via Noalese sud, non sono previsti abbattimenti di recinzioni ma solo gli espropri relativi ai fossati e ai passaggi. Sarà lunga un chilometro e 200 metri, larga 2,5 metri e costerà 2 milioni e 150 mila euro. Sfruttando l’ampio fossato, sarà costruita una passerella a sbalzo. Per separarla dalla strada ci sarà un’aiuola larga un metro. Non è la proposta da mettere in gara, perché serviranno i via libera di Noale e degli enti gestori dei sottoservizi. Fatto l’adeguamento urbanistico, si preparerà il progetto esecutivo e poi si potrà iniziare. C’è fiducia che questo possa accadere già nel 2014 e, in un anno, finire tutto. Le prime perplessità sono giunte dai residenti dopo via Calvi, verso Stigliano. Hanno chiesto di poter tutelare anche le quattro famiglie a ridosso della curva. «Arrivare fino in fondo è impossibile per via dei soldi», spiega Chisso, «ma se si tratta di qualche metro, si può fare. Non sono quei 200 mila euro in più che ci fanno fallire». Il sindaco Michele Celeghin sottolinea l’importanza del sistema ciclopedonale.

Alessandro Ragazzo

 

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