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L’albergatore Pierluigi Beggiato ha acquistato un’intera pagina del giornale: «Il Signore ascolti un ottantenne innamorato della sua città e cacci quei mostri dalla laguna»

VENEZIA. L’amore per Venezia lo ha spinto a prendere l’iniziativa, ma l’ispirazione è arrivata una sera di qualche tempo fa, dopo una vivace discussione con un amico sulle grandi navi. Così, dopo una lunga riflessione e dopo 80 anni di esperienza e vita veneziana, Pierluigi Beggiato è andato a casa e si è messo a scrivere una preghiera a Dio affinché aiutasse a liberare Venezia dai “mostri”.

«La persona con la quale stavo discutendo», racconta il proprietario dell’Hotel Concordia e Metropole, spiegando come è nata l’idea di fare un inserzione pubblicitaria sulla “Nuova Venezia” per mettere nero su bianco quello che lui ritiene un pericolo per la collettività, «dava per scontato che chi lavora nell’ambito turistico fosse ovviamente d’accordo all’ingresso delle grandi navi in bacino, ma non è proprio così e io ci metto la mia faccia. Allora lui ha tirato in ballo il discorso della disoccupazione, ma prima della disoccupazione bisogna riflettere sull’incolumità della città e dei veneziani, perché gli errori umani sono possibili e quello che è successo alla Concordia insegna».

Insomma, tra coloro che pensano alla possibile perdita di lavoro e quelli che sostengono che una città unica al mondo va preservata senza metterla in pericolo, l’unico che potrebbe intervenire sembra essere Dio.

«Quando non si vuole ascoltare la ragione o quando la ragione non ha potere sugli affari politici», prosegue Beggiato che dall’età di 14 anni, quando il padre lo mandò a imparare l’inglese in un paesino vicino a Londra, lavora nel settore alberghiero, «allora l’unico al quale rivolgerci è Dio perché solo lui ci può salvare, non di sicuro chi qui in Terra dovrebbe. Purtroppo non ci si vuole rendere conto che chi dice di amare questa città non può permettere in nessun modo che venga attraversata da questi mostri, soprattutto per una questione di incolumità».

Beggiato ha molte cose da dire sull’amministrazione della città, ma il problema delle grandi navi è prioritario. La data del 21 settembre, quando ben 12 grandi navi passeranno di fronte a piazza San Marco cariche di ben 40 mila persone, lo ha convinto a lanciare un messaggio di allarme perché c’è un limite a tutto. «Ma il capitano Schettino non ci ha proprio insegnato nulla?». Guardando con due grandi occhi azzurri la carovana di grandi navi in Bacino conclude: «Come si fa a non pensare alla fortuna di vivere a Venezia? Bisogna amarla questa città. Capite?».

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