Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

L’amministrazione rimette in vendita il terreno di via Lovara.

Il sindaco: «Darà lavoro». I residenti: «No all’ecomostro»

CASTELFRANCO – Ecomostro, l’asta ad ottobre. Tra poco più di un mese prevista la vendita all’asta del lotto tra via Sile e via Lovara di 120 mila metri quadri. La giunta guidata dal sindaco Dussin, nonostante le proteste dei cittadini, intende portare avanti l’operazione. «Non venderemo alla cieca» precisa il primo cittadino «verificheremo se ci sono interessi da parte di privati sull’area. Se ci saranno ancora, come auspico, allora procederemo con l’asta. Come ho già ribadito più volte si tratta di una scelta a mio avviso strategica per la valorizzazione non solo dell’area di via Sile, ma anche dello scalo merci ferroviario privato presente in zona. Con la vendita e l’insediamento di un’azienda in quell’area potrebbe essere riattivato lo scalo. E ci sarebbero importanti benefici in termini occupazionali per la città».

L’area è da un anno al centro delle polemiche dopo la decisione improvvisa della giunta Dussin di metterla in vendita. Ad ottobre del 2012 infatti il tema venne portato in commissione consiliare Urbanistica dove la maggioranza leghista annuncio la volontà di vendere a seguito dell’interessamento per quell’area della ditta Rotocart spa di Piombino Dese. L’azienda che produce derivati dalla carta, infatti, intendeva comprare per realizzare uno stabilimento produttivo per il trattamento delle bobine di carta. La stessa azienda interessata a realizzare la cartiera a Barcon di Vedelago attraverso l’accordo di programma bocciato dal consiglio comunale vedelaghese. L’asta venne effettuata a novembre, prima ancora che l’iter burocratico urbanistico fosse completato. L’area infatti era classificata come zona a destinazione mista, servizi e produttivo, e venne trasformata in area industriale. L’iter peraltro non è ancora concluso. Manca l’avallo della Provincia, che dovrebbe arrivare entro la fine di settembre. Poi Dussin è intenzionato a rivendere. Il prezzo della prima asta era di 5 milioni di euro. Una bella entrata per il Comune. Le esigenze dovute al patto di stabilità ora non ci sono più (il governo Letta ha fatto dei provvedimenti per allentare il patto di cui ha usufruito anche Castelfranco). Ma Dussin tira dritto, scommettendo sui posti di lavoro. Il Comitato «No Ecomostro», che aveva raccolto tremila firme contro la vendita, inscenando anche partecipate manifestazioni di protesta, continua a sostenere la propria posizione di netta opposizione.

Daniele Quarello

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui