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NAVI DA CROCIERA – De Piccoli ha illustrato il progetto in Provincia

Dal Cin: «Vogliamo capire cosa è meglio per il territorio»

L’ha ribattezzato “La soluzione di un problema: una positiva occasione per Venezia”. Cesare De Piccoli, ex vicesindaco, ex vice ministro ai trasporti, continua a credere nel suo progetto di terminal crocieristico in mare, alla bocca di porto del Lido. E ieri lo ha illustrato anche alla sesta commissione consiliare provinciale, attività produttive e mercato del lavoro.

«Per il momento abbiamo visionato il progetto. La questione più urgente non è affermare se siamo d’accordo o contrari con quanto proposto, ma capire qual è la soluzione più congeniale per il nostro territorio – ha commentato il presidente della commissione, Roberto Dal Cin (Lega Nord) – Non possiamo farci sfuggire l’opportunità economica data dalle grandi navi, e allo stesso tempo dobbiamo tutelare l’ambiente e l’incolumità delle persone».

Pietro Bortoluzzi (Fratelli d’Italia) ha aggiunto: «Nel passato ci sono stati troppi interventi disarticolati da parte dell’amministrazione comunale. Ora servono risposte immediate, oltre ad un percorso strategico e concreto ed ad un coordinamento con gli operatori, perché non possiamo permetterci di perdere il traffico crocieristico. Già abbiamo perso altre importanti opportunità».

Dal progetto emerge che il nuovo porto crociere di Venezia dovrebbe “tornare a guardare il mare” e nasce con l’obiettivo di tenere la navi da crociera fuori dalla laguna. Ci dovrà essere compatibilità con il Mose, e la diga di dissipazione farà da protezione dai venti di scirocco, mentre il prolungamento del molo nord può proteggere dai venti di bora. Il dimensionamento prevede una struttura removibile e prefabbricata in acciaio con un ponte di collegamento con Cavallino, con impatto ambientale zero, e l’obiettivo di zero emissioni. L’alimentazione energetica del terminal avverrà attraverso fonti rinnovabili.
I tempi di realizzazione si aggirano sui 24 mesi dall’approvazione del progetto; i costi variano dai 220 ai 250 milioni di euro in project financing.

Tanti i vantaggi del nuovo terminal elencati: urbanistica compatibile con l’unicità di Venezia; impatto zero con la laguna; bassa soglia di rischio; emissioni tendenti allo zero; costi dei servizi portuali inferiori a quelli attuali; compatibilità con il Mose; autonomia energetica, grazie alle fonti rinnovabili.

 

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