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Scaltenigo, Ballò e Vetrego si uniscono e mandano una lettera al governatore «Siamo veneti anche noi, stanzi i 19 milioni delle opere di mitigazione del Passante»

MIRANO «Caro presidente, siamo veneti anche noi, liberaci dal traffico». I comitati fanno quadrato. Nella settimana che segna la riapertura delle scuole e il ritorno del gran traffico i comitati di Scaltenigo, Ballò e Vetrego stringono l’alleanza e scrivono a Luca Zaia chiedendo di essere ricevuti. Per la prima volta tutta l’area sud di Mirano, la più bistrattata dal Passante, si unisce nella lotta contro il traffico. “Viabilità sicura” e “Rinascita Vetrego” elencano uno per uno i loro problemi, nel caso il governatore non ne fosse ancora al corrente.

«A distanza di quattro anni dall’apertura del Passante», scrivono i portavoce Ivana Cagnin e Giuseppe Vesco, «ci troviamo a vivere in un ambiente gravemente inquinato dal passaggio di circa 70 mila veicoli al giorno che scaricano sui nostri polmoni e sulla nostra terra Pm10 e micropolveri dannose alla salute. Il casello di Mirano-Dolo, con il suo tornello, è fuori norma, senza i parcheggi scambiatori previsti dalla legge: doveva essere provvisorio ed è diventato definitivo. Uno scandalo viario generato dalla liberalizzazione della tratta Vetrego-Mestre senza prima aver arretrato la barriera di Villabona, come stabilito nel progetto originale del Cipe».

I comitati denunciano non solo il mancato completamento della mitigazione, con tratti di barriere ancora inesistenti o sottodimensionati, ma anche l’inquinamento da polveri che si deposita sui terreni agricoli circostanti e sui prodotti che arrivano sulla tavola dei cittadini. C’è poi il danno economico derivante dal deprezzamento dei terreni e delle case che si trovano in prossimità della nuova autostrada.

«Ci chiediamo perché non siano ancora stati stanziati dalla Regione i 19 milioni di euro previsti dagli accordi», continuano i comitati, «è una somma indispensabile per eseguire le opere complementari e rendere più scorrevole e sicura la viabilità. Ad altri comuni limitrofi, anche meno coinvolti di noi, sono stati già erogati anticipi».

Ecco dunque l’appello al presidente veneto: «Qualcuno dovrà pure preoccuparsi della salute di noi cittadini che ogni giorno subiamo l’impatto del Passante o dobbiamo mettere a repentaglio la nostra vita e quella dei nostri figli per un’opera che serve tutta l’Europa da Barcellona a Kiev? Ci affidiamo a lei, signor presidente, per un suo concreto interessamento, permettendoci di ricordarle che non siamo vittime da immolare all’altare d’Europa ma cittadini veneti che hanno sempre dato molto e ricevuto poco».

Filippo De Gaspari

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