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Gazzettino – Campolongo. “Salvateci dall’alluvione”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

set

2013

CAMPOLONGO – Il Comitato “Brenta sicuro”: «Argini a pezzi, rischiano di crollare»

Il 21 settembre sit-in di protesta assieme ai sindaci sul ponte di Bojon

«Salvateci dall’alluvione». Il comitato «Brenta sicuro» lancia l’allarme: gli argini del Brenta tra Bojon e Sandon sono a rischio crollo. Anzi in molti punti gli argini sono già crollati ed alcuni alberi si sono addirittura staccati finendo nell’acqua. Buchi enormi e voragini si sono aperti dal lato interno dell’argine tanto che, nel corso dell’ultima piena del maggio 2013, si sono verificate paurose infiltrazioni d’acqua che dall’argine si sono allargate sulla strada per circa un centinaio di metri.

Sabato 21 settembre alle ore 10, presso il ponte che collega Bojon con Campolongo Maggiore, si terrà un sit-in di protesta del comitato con la presenza dei sindaci rivieraschi per chiedere agli enti competenti, come Genio Civile e Regione Veneto, un intervento urgente per la messa in sicurezza degli argini. Il problema interessa tutto il tratto che da Stra raggiunge Campolongo Maggiore, ma si estende fino a Piove di Sacco. Il rischio è che una nuova piena possa far cedere gli argini con rischio di alluvioni.

Uno studio fotografico della Protezione Civile aveva messo alla luce già qualche mese fa la gravità del problema e, sulla scorta di tale studio, si era tenuta una riunione con i sindaci della zona interessata ai crolli per sollecitare la Regione a farsi carico del problema.

«Purtroppo noi sindaci – dice il primo cittadino di Campolongo Maggiore, Alessandro Campalto – abbiamo le mani legate. Non abbiamo competenza in materia pur essendo il nostro territorio attraversato dal fiume».

Il taglio del Brenta, quindi, che parte da Stra e raggiunge Brondolo, necessita di interventi urgenti tanto che, su questo, erano giunte parole rassicuranti da parte dell’assessore regionale Maurizio Conte. Oltre ai classici fontanazzi, ciò che preoccupa maggiormente sono le infiltrazioni dall’argine.

«Come sindaci abbiamo inviato una nuova richiesta di intervento alla Regione e al Prefetto che già ci aveva indicati come i primi responsabili della sicurezza. Nel caso in cui il problema degli allarmi da noi sollevato sia infondato, chiediamo almeno che la Regione o il Genio Civile ci metta nero su bianco che non esistono motivi di preoccupazione». La preoccupazione si sta allargando anche i Comuni limitrofi alle zone direttamente interessate tanto che il 21 settembre i sindaci prenderanno parola esponendo le loro preoccupazioni.

Emanuele Compagno

 

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