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Inchiesta Mantovani, l’ad di Veneto Strade ha riferito su un episodio legato all’arresto di Preziosa

VENEZIA – Cinquanta minuti di faccia-a-faccia, ieri mattina, tra il pm Stefano Ancillotto – che con i colleghi della Procura veneziana Tonini e Buccini indaga su giri di fatture false e fondi neri attorno alla Mantovani spa e al Consorzio Venezia Nuova – e l’amministratore di Veneto Strade Silvano Vernizzi, sentito in qualità di persona informata sui fatti.

«Ho chiesto io quest’incontro, per chiarire le circostanze di un episodio e per confermare che mai ho avuto la sensazione di essere stato minacciato, altrimenti avrei presentato denuncia», commenta Vernizzi.

L’episodio in questione è relativo a una delle contestazioni che ha fatto finire agli arresti – per peculato, corruzione, abuso di potere – il vice questore bolognese Giovanni Preziosa, che per conto del padovano Mirco Voltazza e del bolognese Marazzi (specializzati in security, bonifiche, investigazioni private a libro paga di Piergiorgio Baita, già presidente del colosso Mantovani) secondo l’accusa eseguiva a richiesta controlli illegali al terminale della Polizia, su questa o quella persona, pagato profumatamente (162 mila euro in pochi mesi e la promessa di un contratto di consulenza da 150 mila euro con Mantovani).

Nel caso specifico, Pazienza ha fornito loro una paletta e un lampeggiante in dotazione della Polizia, per “fare colpo” su Vernizzi. È’ il 18 giugno 2012 quando Voltazza arriva davanti alla sede di Veneto Strade a Tessera con il lampeggiante blu e la paletta che sporge dal parasole della Lancia Delta presa a noleggio all’Avis dell’aeroporto di Tessera. Le microspie dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria immortalano l’incontro: obiettivo del blitz, impressionare Vernizzi, che è anche presidente della commissione di valutazione di impatto ambientale della Regione, a dare il via libera al progetto per trasferire la San Marco Petroli nell’area dell’Alumix.

Una precedente telefonata a Vernizzi era stata “rimbalzata” e così si è deciso di mettere in scena la sceneggiata più grossa. Che sui dipendenti di Veneto Strade – che scambiano davvero l’auto per una macchina della Polizia – fa colpo: «Guarda… arrestano Vernizzi» i commenti all’uscita. Poco dopo la visita, Baita chiama Voltazza per sapere come è andata: «Va bene, insomma, l’ho convinto». E Baita risponde soddisfatto: «Bene bene quindi abbiamo il Sal finale».

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Scaramuzza annota: « …Dall’utilizzazione delle insegne della polizia procurate dal Preziosa la Mantovani aveva tratto profitto nell’incontro, intimorendo l’interlocutore».

«Dio bon, ragazzi, si è impressionato quando l’ha vista (la paletta)», ride Marazzi con Preziosa al telefono. Il vicequestore sarà ripagato del favore con un motore nautico e la garanzia da settembre di un contratto di consulenza con la Mantovani con un ufficio già pronto, «con sedie di pelle umana». Ieri, Vernizzi (come teste) ha ripetuto al pm Ancillotto di non aver percepito tenore di minacce e che l’iter del progetto era già avviato.

 

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