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Il ministro dell’Ambiente punta al porto off shore e avverte: «Bisogna agire subito perché il traffico e i pericoli sono in costante aumento»

VENEZIA. Basta Grandi Navi a Venezia, e numero chiuso in laguna. Sono queste le proposte del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, che, in un’intervista alla Stampa, non nasconde le sue preoccupazioni: «Sono assolutamente impressionato anch’io quando vedo quei giganti che sfiorano i merletti in pietra di Venezia». Due gli episodi che scaturiscono le riflessioni: il 13 gennaio 2012 una nave da crociera si schianta sugli scogli dell’isola del Giglio e 7 maggio 2013 un enorme mercantile si schianta contro la torre dei piloti dentro il porto di Genova.

Per quanto «ci sia un’altissima professionalità nei controlli e nella gestione dei passaggi, c’e’ sempre un margine di rischio che giustifica il presupposto del decreto Clini-Passera- spiega il ministro- il quale, pero’, aveva un forte limite. Rischiava d’essere una grida manzoniana: poneva il problema, ma non lo risolveva. Il decreto vietava il passaggio, ma diceva anche che questo divieto sarebbe divenuto efficace solo quando si fossero trovate altre soluzioni».

Ora, «proprio per trovare la soluzione definitiva, abbiamo chiesto a tutti i soggetti interessati di fare la loro proposta. Le esamineremo a ottobre e decideremo- prosegue Orlando- s’ipotizzano un canale alternativo, un porto fuori laguna, o un canale esterno rispetto alla Giudecca».

«Ho guardato i dati del traffico in laguna. Ebbene, mentre noi discutiamo, il fenomeno continua a crescere: nella prima metà del 2013 il traffico delle Grandi Navi a Venezia è cresciuto del 7%. Erano 629 approdi nel 2010, siamo passati a 661 nel 2012, e la tendenza continua a crescere. Il rischio è che mentre noi discutiamo, ci sia una crescita ulteriore dei passaggi. La mia proposta, perciò, è mettere da subito un numero chiuso”, aggiunge il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. Perché «dev’essere chiaro che se a ottobre, ammesso che ci siano le condizioni politiche, noi decidiamo di fare l’operazione, ci vorranno non meno di tre-quattro anni per realizzarla». Infatti, «Solo per superare la fase autorizzativa ci vorrà tempo. Dopo di che c’e’ il problema della realizzazione- rileva Orlando- idem se si decide di fare il porto fuori laguna o l’operazione su Marghera, che implica lo scavo di un canale con gli stessi problemi di sopra. A essere ottimisti, se davvero a ottobre si decidesse una soluzione e i giorno dopo ci mettessimo a lavorare, occorreranno almeno 3-4 anni».

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Il traffico crocieristico è aumentato del 13% in un solo anno

Secondo le agenzie turistiche specializzate il settore della ristorazione ha la migliore ricaduta dal turismo che fa scalo o arrivo in marittima

VENEZIA. Aumentano i viaggiatori crocieristici per quanto riguarda il mercato italiano, e, con essi, il numero di “movimentazioni” ovvero il traffico relativo alle città portuali, che nell’ultimo anno è in crescita con un +13% rispetto allo scorso anno, e si concentra nella stagione estiva. In Italia sono una decina le città portuali di maggiore interesse crocieristico, ossia dove le principali compagnie crocieristiche effettuano imbarchi/sbarchi o dove transitano.

Tra le più importanti a livello di numeri si posizionano Civitavecchia, Venezia, Napoli, Livorno, Savona, Genova, Bari, Palermo. Le crociere hanno una forte incidenza sulle città di porto. “Noi Crociere”, agenzia specializzata nella vendita di crociere online, ha effettuato un sondaggio su un campione dei suoi iscritti, chiedendo loro in quale settore investano maggiormente durante una crociera una volta scesi a terra per visitare le città portuali. Il settore che più beneficia di questo apporto è prevalentemente quello commerciale, nello specifico la ristorazione.

Ristoranti, bar, tavole calde sono le più gettonate non solo per la necessità primaria di nutrirsi ma anche per la curiosità che spinge a sperimentare la cucina dei luoghi che si stanno visitando, nonostante l’offerta culinaria a bordo delle navi da crociera sia ampia e variegata. Con una percentuale del 41%, quello della ristorazione è il settore che risulta più arricchito grazie al traffico delle navi nella città portuale di riferimento. I negozi, dall’abbigliamento all’ oggettistica riscuotono un buon successo, raggiungendo il 33% dei consensi, soprattutto i grandi marchi di abbigliamento e quelli turistici nei quali si possono acquistare i tipici souvenir del luogo. Infine, il 19% dei partecipanti al sondaggio ha affermato di investire i propri averi nella cultura locale: visite ai monumenti, musei, mostre e siti archeologici.

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