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Save a confronto con la città tra proposte e contestazioni

Gruppi di lavoro sul rumore: «Disposti a pagare i doppi vetri»

TESSERA «Nell’ambito della riorganizzazione del polo aeroportuale del Nordest la seconda pista del Marco Polo potrebbe non essere necessaria». L’ha detto il presidente di Save, Enrico Marchi, martedì ospite a Forte Bazzera dell’incontro promosso dal comitato Tessera Bella per discutere della convivenza tra la città e l’aeroporto.

La battuta di Marchi – che si è presentato all’appuntamento con l’ad Paolo Simioni e i principali collaboratori – è arrivata in risposta a una domanda e in riferimento all’acquisizione dello scalo Catullo di Verona e alla realizzazione di un polo regionale. Lo spazio per la pista c’è – è stata la riflessione di Marchi – e se servirà verrà utilizzato, altrimenti resterà a verde. Il presidente di Save non ha però risposto al consigliere provinciale del Pd Lionello Pellizzer che, alla luce della dichiarazione sulla seconda pista, accolta da molti con una certa diffidenza, gli ha chiesto «di sospendere il masterplan dei prossimi dieci anni, documento nel quale la seconda pista è prevista».

Al di là della seconda pista l’incontro di martedì sera è servito a parlare, a tutto tondo, del rapporto tra lo scalo e la città, in particolare Tessera. A partire dalla difficile convivenza con i rumori e i gas degli aerei, soprattutto in fase di rullaggio, la rincorsa che precede il decollo. Per risolvere il problema Marchi ha proposto la realizzazione di un gruppo di lavoro, con il comitato e con chi ci vorrà stare tra le istituzioni, per la risoluzione del problema soprattutto tra le case più vicine alle pista per le quali Save ha fornito anche la disponibilità, valutando caso per caso, a contribuire alla sostituzione degli infissi, ad esempio con l’installazione dei doppi vetri, per ridurre rumori e vibrazioni nelle stanze.

«Una proposta che ci fa piacere e ci vede favorevoli» spiega Ivano Berto, presidente del comitato Tessera bella che ha promosso l’incontro. «La disponibilità al rapporto con il territorio è la premessa di un incontro che voleva essere propositivo».

Marchi ha garantito il suo impegno anche a sostegno di alcuni progetti di Tessera – ad esempio l’istituzione della zona 30 all’ora – dell’asilo e della mitigazione e facendo intendere, così hanno interpretato in molti, che ci sarà un’attenzione maggiore nelle future assunzioni per chi abita a Tessera. Ma le sue dichiarazioni, che hanno incontrato il favore di alcuni, hanno fatto storcere il naso ad altri.

«È positivo che Marchi proponga di fare gruppi di lavoro e di cambiare gli infissi», aggiunge Pellizzer, «ma si ricordi che non si tratta di una concessione, ma di passaggi previsti dalla legge, e che devono essere valutati nella specifica commissione di cui fanno parte, tra gli altri, anche Enac e Arpav. Interventi che avrebbero dovuto essere eseguiti da tempo. Se Marchi vuole dare un segnale positivo investa da subito gli 800 mila euro previsti per le mitigazioni nel piano decennale».

Altro argomento di discussione, il più acceso, il rapporto con le associazioni dei noleggiatori, dei titolari dei parcheggi e degli alberghi. «Va bene l’apertura al dialogo, a patto che alle parole seguano i fatti» dice Guerrino Benetazzo, titolare di un parcheggio «perché finora Save ha fatto una guerra al territorio, come facciamo a fidarci?».

Francesco Furlan

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