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Gazzettino – “Ospedale di Padova, Mantovani ci sara’ “

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

set

2013

GRANDI OPERE – Il direttore dell’azienda ospedaliera: «Rispettiamo il mercato, ma agiremo con attenzione»

L’ad Giampaolo Chiarotto: «È nostro obiettivo partecipare alla gara». Ipotesi di alleanza con Astaldi

Giampaolo Chiarotto, ad di Mantovani: « Sì alla gara per il nuovo ospedale padovano»

Il gruppo Mantovani parteciperà all’aggiudicazione della gara per il nuovo ospedale di Padova (650milioni per 970 posti letto con finanziamento in project-financing). La conferma viene direttamente dall’amministratore delegato, Giampaolo Chiarotto: «È nostra intenzione partecipare alla gara per il nuovo ospedale di Padova». La partecipazione non dovrebbe avvenire in solitaria nè tantomeno con “Finanza e Progetti” la joint-venture fra la Finanziaria Palladio e Bovis Lend Lease, che ha prodotto la sola offerta finora arrivata in Regione e attualmente in valutazione. La Mantovani farebbe parte di un gruppo di costruttori di cui dovrebbe far parte anche un gigante delle costruzioni come il gruppo Astaldi (che ha già operato nell’edificazione dell’ospedale di Mestre).

Sul fronte delle procedure intanto da qualche giorno l’Azienda ospedaliera di Padova è divenuta “stazione appaltante”. Lo ha stabilito una delibera proposta dal direttore generale, Claudio Dario. «Questo significa che da oggi il Responsabile unico del procedimento che ho nominato, insieme ai comitato di coordinamento del quale fanno parte tutti gli enti sottoscrittori del pre-accordo di Programma, esamineranno e controlleranno il progetto arrivato e quelli che eventualmente riceveremo».

Significa che c’è ancora tempo per altri progetti? «Guardi, il Piano di fattibilità del nuovo ospedale è datato 3 agosto del 2011. Otto mesi dopo nel marzo del 2012 è arrivata quella che finora è l’unica proposta. Vedo con preoccupazione il fatto che non ce ne siano altre e mi chiedo perché. Ma le dico che se resterà questa, la sola, la prenderemo in considerazione secondo le procedure».

Insomma con i tempi dovuti. «Noi rispettiamo il mercato – aggiunge Dario – ma questa è un’opera fondamentale per la comunità. Le analisi vanno affrontate con attenzione e competenza, bisogna essere affidabili». Aldilà di certi nervosimi. «Ora siamo nella fase di verifica delle situazioni preliminari, c’è stato un pre-accordo fra gli enti coinvolti»: Regione, Provincia, Comune, Azienda ospedaliera, Istituto oncologico, Università.

«Si sta valutando se la sede sia idonea dal punto di vista idrogeologico, si stanno facendo i piani per la mobilità e il piano finanziario, tutto per arrivare al vero Accordo di Programma che non potrà essere sottoscritto prima di essere certi dei finanziamenti. Non dobbiamo vedere i soldi subito ma un impegno concreto dello Stato». A cui il presidente Zaia ha chiesto di finanziare per intero la costruzione. «Ma se dovesse arrivare solo il 50 per cento dei fondi – continua Dario – richiesti allora entrerebbe in scena la compartecipazione con i privati».

«Per chiudere il vero Accordo di programma la stazione appaltante dovrà scegliere uno dei progetti dei proponenti che farà da base alla gara. Potrà prenderlo così com’è, ma è difficile, o chiedere degli aggiustamenti. Quando sarà stato adeguato verrà dichiarato di pubblica utilità e sarà aperta la gara. I proponenti di quel progetto avranno diritto di prelazione sugli altri». Insomma stiamo parlando di mesi… «Non troppi, visto che entro fine anno la proposta o le proposte che arriveranno saranno analizzate». Ma qualcuno, come Finanza e Progetti, gli unici ad averci creduto finora, potrebbe stancarsi di aspettare. «Guardi, un progetto come quello che hanno fatto costa centinaia di migliaia di euro. È normale che avendoci messo anche una fidejussione di 12 milioni di euro in scadenza a fine settembre (ma già rinnovata due volte) stiano facendo una valutazione. Ma la fidejussione è un requisito per mantenere la possibilità di rimanere promotori. Se vogliono una rassicurazione, stiamo andando avanti».

Eppure la scorsa estate appariva evidente come la Regione stesse valutando come “risparmiare” rispetto all’ipotesi messa in campo da Finanza e Progetti che prevedeva per il pubblico un canone di 85 milioni l’anno. «Ci prenderemo la responsabilità di valutarla ma in questa fase preliminare è intempestivo».

 

10 anni di lavori, oltre 600 milioni

Il nuovo ospedale è previsto a Padova ovest nell’area opposta allo stadio: 970 posti letto, bacino di un milione di utenti. Tempo di costruzione 10 anni. Per espropriare il terreno dai 37 proprietari privati occorrono 27 milioni di euro. Ma dovrebbero arrivare 45milioni dalla alienazione delle attuali strutture. Costo di costruzione 410 milioni, 132 milioni per le attrezzature.  

 

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