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LA PROTESTA

Sabato prossimo sarà la giornata di punta di questo mese «Un’onda di 20mila turisti. E i veneziani respirano veleni»

Tra oggi e domani è in calendario l’arrivo di 10 navi da crociera in Marittima, più il passaggio di due traghetti della Anek per la Grecia e di tre aliscafi. Il record si toccherà però sabato prossimo, con uno stazionamento di 12 navi da crociera nella sola giornata del 21, cui si aggiungeranno le partenze e gli arrivi di domenica, oltre ai traghetti. Un “ingorgo” proprio mentre l’Ue propone la settimana europea della mobilità sostenibile, sotto il vessillo “Clean air it’s your move” e il ministro all’Ambiente Andrea Orlando ha proposto un numero chiuso per il passaggio delle navi, ipotesi che ha trovato il consenso del presidente di Autorità portuale Paolo Costa e del sindaco Giorgio Orsoni. La segnalazione arriva dal Comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune, che in attesa di questa “overdose” di navi si allena con i numeri: complessivamente potranno riversarsi in città quasi 20mila passeggeri, a cui si sommano 8.307 membri di equipaggio, per raggiungere una cifra che rappresenta la metà dei veneziani residenti in centro storico concentrati a San Basilio. Messe in fila le navi raggiungerebbero quasi tre chilometri.
Ma il dato peggiore è sull’inquinamento: i veneziani – secondo il Comitato – respireranno oltre una tonnellata (1,334) di polveri sottili e 30 di ossidi d’azoto che compongono i gas di scarico, giudicati cancerogeni dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità. «Per produrre lo stesso inquinamento da polveri sottili bisognerebbe che nello stesso giorno si muovessero per 50 chilometri oltre 2 milioni e 668mila auto, oppure che quasi 90 mila veneziani (reclutando anche i residenti delle isole) guidassero ininterrottamente un’auto per 24 ore. L’invito del Comitato ad Arpav, Comune e Ulss è quello di mettere in funzione proprio quel giorno le centraline mobili per rilevare i dati dell’inquinamento e a verificare gli effetti idrodinamici del passaggio delle navi sia in centro storico sia nel resto della laguna.

Raffaella Vittadello

 

Navi alla Giudecca. L’apertura di Vtp.

Non dispiace neppure al presidente di Venezia terminal passeggeri, Sandro Trevisanato, l’idea di canale marittimo dietro la Giudecca presentato dal parlamentare di Scelta Civica Enrico Zanetti.

LA SOLUZIONE – Il transito delle navi a sud della Giudecca

LA RIEDIZIONE – Ripreso un vecchio progetto del 1930

LA CONSULENZA – Lo studio elaborato gratuitamente alla società Vtp Engineering

L’alternativa che “piace” al Porto Zanetti (Scelta Civica): «Ecco la soluzione per portare le grandi navi lontano da San Marco»

Con un documento datato 5 settembre 2013 e firmato dall’ingegner Franco De Angeli e Vtp Engineering (la società controllata di ingegneria di Venezia Terminal Passeggeri), la tangenziale lagunare da ipotesi di lavoro diventa un vero e proprio progetto. Presentato ieri dal deputato Enrico Zanetti e dal responsabile di Scelta civica per il centro storico, Massimo Andreoli, il preliminare per la realizzazione di un «canale di grande capacità a sud della Giudecca»: non solo per allontanare le grandi navi da crociera da bacino San Marco, ma per sgravare il canale della Giudecca dal traffico acqueo pesante, come ferry boat e lancioni granturismo.
La relazione illustrativa del progetto (in prima stesura, pensato nell’aprile 1930 dal Provveditorato al Porto, e ripreso su richiesta di Zanetti da Vtp Engineering, che l’ha aggiornato a titolo gratuito), spiega in dettaglio le caratteristiche del nuovo canale: 5.025 metri di lunghezza, 10,50 di profondità minima e 120 di larghezza per la zona navigabile (su complessivi 200). Oltre a una pendenza della scarpa di 40 metri, un raggio di curvatura minimo sull’asse di 1.000 e un bacino di evoluzione di 400 metri.
«Dalla bocca di porto di Lido fino al bacino di San Nicolò il tragitto resterebbe lo stesso, per proseguire in rettilineo a sud dell’isola della Giudecca arrivando direttamente alla Marittima – hanno detto Zanetti e Andreoli – I vantaggi? Rispetto alle altre ipotesi, economici, di navigazione e di risultato, perché più rapido e funzionale anche all’ordinario traffico acqueo cittadino. Lo scavo del nuovo canale, infatti, richiederebbe una spesa di circa 60 milioni di euro e da 16 a 18 mesi di lavoro: in altre parole, sarebbe più economico e di più veloce realizzazione rispetto al Contorta Sant’Angelo. Inoltre, pur prolungando di poco il tracciato attuale di 5.000 metri, eliminerebbe le cinque virate necessarie per entrare nel canale della Giudecca, consentendo una maggiore sicurezza e riducendo i tempi di percorrenza. Per questo la nostra soluzione ha raccolto ampi consensi: non solo tra i cittadini, ma tra gli operatori del settore».
Il parlamentare di Scelta civica ha poi precisato che «il volume di scavo ammonterebbe a 7 milioni di metri cubi di fanghi non inquinati, che potrebbero essere reimmessi per compensazione nel canale della Giudecca». Aggiungendo che si farà carico di consegnare il progetto preliminare ai ministri Orlando e Lupi, tramite il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni (sua collega di partito). E che in attesa dell’applicazione del decreto Clini-Passera, subordinata all’identificazione e realizzazione di un percorso alternativo, «è preferibile per le grandi navi da crociera l’introduzione in laguna del numero chiuso, anziché il loro trasferimento a Porto Marghera dove ancora non ci sono infrastrutture per accoglierle».

 

IL GIUDIZIO DI VTP – Trevisanato: «Idea interessante per le crociere»

(vmc) «Il canale a sud della Giudecca proposto da Scelta civica? Molto interessante per il traffico crocieristico e la città. E per questo, approfondito da Vtp Engineering gratuitamente e come contributo al dibattito». Il presidente Sandro Trevisanato conferma «la grande attenzione di Venezia Terminal Passeggeri per questa ipotesi», pur precisando che l’apporto della società consociata di ingegneria «non va interpretato come una scelta di campo». E che «il progetto preliminare illustrato da Zanetti è solo una sintesi, mentre una versione più corposa del documento è stata già consegnata per competenza a Regione, Capitaneria di porto, Magistrato alle acque e Autorità portuale: esattamente la stessa prassi seguita da Vtp per il progetto Cold Ironing».

 

CAVALLINO-TREPORTI

Il progetto di Cesare De Piccoli verso la “bocciatura” in Comune

(g.b.) Il “no” ufficiale ancora non c’è. Le premesse, però, affinché martedì prossimo il Consiglio comunale di Cavallino-Treporti si opponga al progetto De Piccoli ci sono tutte. Almeno in base a quanto è emerso giovedì sera durante la seconda commissione consiliare alla quale, di fronte a consiglieri e pubblico presente, compresi gli esponenti del comitato “No Grandi Navi Punta Sabbioni”, lo stesso Cesare De Piccoli ha presentato il progetto che prevede una nuova Marittima alla bocca di porto del Lido, davanti alle opere del Mose, sul lato mare e a 100 metri dal molo foraneo di Punta Sabbioni con la quale il nuovo terminal verrebbe collegato con un ponte in acciaio. Un’illustrazione che ora ha dato il via libera alla discussione politica.

«Giudicate il progetto senza caricature – è l’invito di De Piccoli – per ciò che rappresenta effettivamente, senza polemiche».

Maggioranza e opposizioni non si sono sbilanciate ma sono state comunque fin troppo chiare: «È un progetto fuori scala per il nostro Comune», ha detto il sindaco Claudio Orazio. «È come se venisse messa una bella giostra ma su un giardino troppo piccolo», ha aggiunto Erminio Vanin di “Amministrare”. Perplessa anche Roberta Nesto di “Patto”: «Questo progetto non ci convince, ma allo stesso tempo non ci convincono le modalità di sviluppo dell’intero territorio».

 

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