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Dolo. Protesta ieri mattina di avvocati, sindaci, assessori, dipendenti e sindacati «La riforma dovrebbe tenere conto delle particolarità» . Ora disagi per i cittadini

DOLO. Ribadire la contrarierà alla riforma della geografia giudiziaria che prevede la chiusura delle sedi staccate dei tribunali e l’accorpamento con la sede centrale di Venezia, e sostenere come questo provvedimento creerà disagi e problematiche ai cittadini e al tessuto economico di Dolo e della Riviera. Questi sono stati i punti centrali dell’assemblea pubblica organizzata ieri mattina davanti al tribunale di Dolo.

All’incontro hanno partecipato una cinquantina di persone tra cui avvocati, sindaci e assessori della Riviera, dipendenti del tribunale, rappresentanti sindacali e cittadini. Durante l’assemblea molti cittadini si sono avvicinati per ascoltare gli interventi dei relatori dove traspariva tristezza per la chiusura di un servizio utile per i cittadini.

«Ci troviamo qui per discutere un’altra volta del tribunale di Dolo nel suo ultimo giorno di apertura», ha spiegato Michele Zatta, presidente Camera degli Avvocati Riviera e Miranese, «da due anni sosteniamo che la chiusura delle sedi staccate dei tribunali è un grave errore che si ripercuoterà sui cittadini e sugli avvocati. La riforma andava attuata dove era necessaria, non sistematicamente senza tenere conto delle particolarità».

Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, è intervenuta in maniera pesante. «La chiusura del tribunale provocherà disagi soprattutto al tessuto economico dolese. Verrà poi meno un presidio di legalità che da anni è presente nel territorio e che era ben integrato con la tenenza dei carabinieri. Sono mortificata dalle decisioni del presidente Toppan che non ha accolto nessuna nostra richiesta». Il sindaco Gottardo, così come gli avvocati, aveva chiesto infatti la proroga del trasferimento. «Mi chiedo perché non è stata accolta e ora Dolo si trova con uno stabile di 1.500 metri quadrati che dovrà mantenere solo per l’archivio e per l’aula udienze che sarà usata dal giudice di pace».

Anche i sindacati si sono schierati contro la chiusura del tribunale. «Questo decreto rappresenta il funerale per il tribunale di Dolo», commenta Gianni Conte, responsabile Cisl Riviera del Brenta, «il nostro comune era capo mandamento grazie ai servizi che erano stati costruiti dai nostri nonni e che ora stiamo perdendo. Il trasferimento a Venezia provocherà un aumento dei costi che andranno a ripercuotersi sui cittadini. Facciamo una grande manifestazione a Venezia e formiamo un fronte unico assieme agli amici delle altre sedi staccate per la difesa dei tribunali».

Giacomo Piran

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