Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Parla l’ad di Palladio Finanziaria che assieme a Land Lease ha presentato un project financing per l’ospedale di Padova

VENEZIA «Ma quale corsia preferenziale, quale gara già vinta», afferma Roberto Meneguzzo, amministratore delegato di Palladio Finanziaria, la società vicentina che assieme alla multinazionale Bovis Land Lease nel gruppo “Finanza e progetti” si è offerta di realizzare in project financing il nuovo ospedale di Padova. Offerta finora unica, che giace “inevasa” in Regione dal 30 marzo 2012.

«È la legge a prevedere quello che in gergo si definisce come il “right to match” del promotore, che ha diritto a “matchare” eventuali migliori offerte di altri concorrenti. È un vantaggio competitivo che viene concesso, ripeto, dalla legge al promotore».

Ma non esisterà gara per forza di cose. «Si sbaglia, la gara esisterà e sarà europea. La ratio di questo “vantaggio” è esclusivamente quella di premiare lo sforzo finanziario che il promotore sostiene per l’elaborazione del progetto. Per noi ha comportato costi molto rilevanti, sopportati esclusivamente da “Finanza e Progetti” , la quale ha inoltre rilasciato alla Regione Veneto una fidejussione, già rinnovata due volte, di 12 milioni di euro».

Non c’entra niente la Mantovani Costruzioni? «No. La Mantovani non è mai stata coinvolta in alcun modo. È venuta a conoscenza del progetto solo dopo la sua presentazione».

Interessante. Da chi è stato elaborato? «La proposta è stata sviluppata esclusivamente da “Finanza e Progetti” avvalendosi del know how tecnico del branch londinese di Land Lease, che peraltro dispone di tutti i requisiti di legge, oltre che dell’esperienza necessaria per una stima dei costi».

Non avete nente a che fare con il project precedente, sostenuto dal presidente Giancarlo Galan, in cui voi e Bovis eravate assieme alla Mantovani? «No, quel progetto da 1700 milioni di euro non ha nulla a che vedere con il progetto dell’ospedale di cui si discute ora».

Ma restate pur sempre un gruppo finanziario: avrete un’idea dei soggetti ai quali affidare la costruzione dell’ospedale, se diventerete i promotori. O no? «Chiaro che un’opera del genere non potrà essere realizzata da un’unica impresa, ma finora Finanza e Progetti non ha ancora selezionato nessuno. Nessuna azienda costruttrice è stata coinvolta nella redazione del progetto e nessun impegno è stato assunto nei confronti di alcuno. Ciò è in linea con lo spirito di Finanza e Progetti, che si assume gli impegni economici dell’operazione, sostenendone i rischi, con l’obiettivo primo di garantire la massima efficienza dell’opera nell’arco della sua intera durata».

Lei saprà che le esperienze negative legate ai project già realizzati in sanità nel Veneto, hanno inaugurato una stagione di critiche feroci. Su un punto, soprattutto: manca la trasparenza. «È evidente che ove il progetto andasse avanti verranno individuati dei partner industriali in grado di garantire i massimi standard qualitativi, certamente con un occhio di riguardo per le aziende del territorio, ma proprio sul presupposto della massima trasparenza e in basi alle migliori “practice” di mercato. Del resto a Treviso, dove operiamo nel project del nuovo ospedale, stiamo puntando sulle eccellenze locali per realizzarlo “quasi” a chilometro zero».

All’ultimo istante si riaffaccia Mantovani: l’azienda annuncia che intende partecipare, sia da promotore contro di voi, sia per la successiva realizzazione. Pare che non abbiano le idee molto chiare ma lei che ne pensa? «Non sappiamo se stanno sviluppando progetti alternativi ed eventualmente con chi, ma ciò non ci sorprenderebbe – anzi ci sembrerebbe logico e coerente con quanto hanno fatto in questi anni. Noi crediamo nella qualità del nostro progetto».

Magari lo sapevate ed è questo il motivo per cui mettete fretta alla Regione? «No, semplicemente non siamo disponibili a rimanere in attesa indefinitamente. Per la realizzazione della proposta sono state mobilitate decine di persone in Italia e all’estero, sono state spese e si continuano a spendere cifre ingenti e sono stati allocati capitali importanti che fintanto che non riceviamo risposta sono bloccati e non utilizzabili per altri scopi. Credo sia facile comprendere come per noi il costo stia diventando difficile da sostenere. Peraltro la stessa normativa prevedrebbe, in casi del genere, una risposta entro 90 giorni mentre sono già trascorsi 18 mesi».

Renzo Mazzaro

 

Un maxi polo da oltre 600 mln e 970 posti letto

PADOVA. Palladio Finanziaria assieme alla multinazionale Bovis Land Lease nel gruppo “Finanza e progetti” si è offerta di realizzare in project financing il nuovo ospedale di Padova. Offerta finora unica, che giace in Regione dal 30 marzo 2012. Il piano di fattibilità per il nuovo ospedale ha stimato il costo di realizzazione in 410 milioni di euro, altri 132 milioni per attrezzature e attivazione e 55 milioni per le spese generali. Tirate le somme si va oltre i 600 milioni. Nell’area opposta allo stadio Euganeo, dovrebbe sorgere un polo da 970 posti letto. Tempo di costruzione 10 anni. Per espropriare i terreni occorrono 27 milioni. Coinvolti, oltre alla Regione, l’Azienda Ospedaliera di Padova, il Comune e la Provincia di Padova, l’Università e l’Istituto Oncologico Veneto.

 

EstCapital non è coinvolta né partecipata

«In riferimento all’articolo “Mantovani si sfila dal project con il team Palladio e Lend Lease” pubblicato il 12 settembre, EstCapital precisa che Grandi Lavori Fincosit, Condotte e Mantovani non detengono, e non hanno mai detenuto, alcuna partecipazione azionaria nel gruppo, come erroneamente riportato. EstCapital non è peraltro in alcun modo coinvolta né nella progettazione né nella realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Padova. Ad oggi, EstCapital non ha alcun rapporto con Veneto Sviluppo, risultando priva di fondamento qualsiasi insinuazione relativa a collegamenti “particolari” del gruppo con il mondo pubblico».

Ufficio Stampa EstCapital

 

Dario: cominciamo a esaminare il progetto

Il dg: «Fino alla firma dell’accordo si potranno accettare altre proposte». Mantovani: «Noi ci saremo»

PADOVA «Governare la situazione». Questa la mission, leggermente impossible visto il tempo che passa e le difficoltà che incontra, del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Claudio Dario per realizzare il nuovo ospedale. Parola d’ordine che va a braccetto con quella del presidente Luca Zaia:

«Seguiremo le procedure di legge, non mi interessa chi c’è o non c’è. Non voglio che tutto finisca con una caterva di avvisi di garanzia».

Nel frattempo un po’ di trasparenza in più non guasterebbe. A confessare di non capire molto, sono perfino gli amministratori della Provincia di Padova, firmataria dell’accordo di programma:

«Io vorrei che il promotore cominciasse a dire chi fa i muri, chi gli impianti, chi le forniture, i letti, le sale operatorie, chi fa i progetti, chi la ristorazione, chi le pulizie, chi la logistica e con che procedure. Chissà che non si risparmi qualcosa. Con questi project financing non si capisce nulla sotto il profilo procedurale».

Scampolo di un intervento in aula, 18 luglio 2013, ore 17,30: parlava Domenico Menorello, Pdl, avvocato. Proponente certo per ora c’è solo Palladio-Land Lease. Il promotore verrà dichiarato dalla Regione. Per questo posto si annuncia in corsa adesso anche la Mantovani. Non con Palladio-Bovis Ll, ma contro. L’azienda, stressata dall’inchiesta Baita e preoccupata dai contraccolpi sul fronte delle banche, l’ha fatto sapere ieri. Abbiamo chiesto di più. Ci è stato risposto che «Mantovani parteciperà alla gara, sia come promotore, sia come aggiudicataria delle opere», anche se il nome del gruppo Astaldi associato a Mantovani «è una supposizione giornalistica». Presentarsi come promotore significa investire milioni di euro su un progetto nuovo, che dovrà tener testa a quello di Palladio-Bovis; puntare sull’aggiudicazione delle opere, significa dare per persa la prima gara, dunque aver investito per nulla. L’azienda taglia corto: «In un modo o nell’altro Mantovani ci sarà. Le trattative commerciali con Palladio ci sono state in passato e ci saranno in futuro, ma in questo momento sono in corso con altri soggetti».

Più interessante ascoltare Claudio Dario sulla procedura: «Noi siamo stazione appaltante, la settimana prossima cominceremo a valutare l’unico progetto arrivato da un proponente, per dichiarare il promotore. A quel punto verrà messo in gara il progetto selezionato e il mercato verrà chiamato a confrontarsi, siano Mantovani o altri. Chiusa la gara verrà dichiarato l’aggiudicatario dell’opera. Ma non c’è un termine cui siamo tenuti, tranne l’ovvia necessità di non perdere tempo. Da notare che il proponente non è tenuto a dichiarare se farà direttamente i lavori o se ricorrerà a ditte terze. L’importante è che dichiari i costi e le modalità di realizzazione. Dallo studio di fattibilità pubblicato con delibera regionale del 3 agosto 2011, chiunque poteva presentarsi e lo può fare ancora». Fino a quando? «Finché non si arriverà alla firma dell’accordo di programma e alla dichiarazione di pubblico interesse. Prevediamo per fine anno. In quel momento la fase del proponente si chiude». Ma si potrà andare anche oltre: basta che uno degli enti sgarri sugli adempimenti.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui