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Il sottosegretario Borletti contro il piano «Finché ci sarò io al governo non passerà»

ASOLO. Pugno di ferro anche del sottosegretario ai Beni Culturali, l’onorevole Ilaria Borletti Buitoni per difendere Asolo: «Finché sarò al governo questo pat non passa» ha detto venerdì durante la sua visita.

Il Pat è quello contestato dalle minoranze in Consiglio, dai cittadini e dalle associazioni di categoria. Anche il sottosegretario, che in questi giorni su invito della senatrice del Pd Laura Puppato, ha visitato la città e incontrato una delegazione di ricercatori giapponesi, ha lanciato il suo monito agli amministratori: «basta con le colate di cemento, Asolo è una città splendida».

Il nuovo piano di assetto del territorio, presentato ad aprile scorso dalla giunta Baldisser, prevede una nuova area industriale in via le Marze a Casella con la possibilità di costruire altri capannoni industriali, nuove residenze, condomini, appartamenti tutto questo pari a 350 mila metri cubi di nuove edificazioni proprio ai piedi della collina. (v.m.)

 

Firme del Pat, il Comune chiede i danni

Asolo, l’amministrazione pretende le sottoscrizioni di Folin e Mancuso e diffida la società che ha elaborato il progetto

ASOLO – Guerra del cemento ad Asolo: la giunta Baldisser diffida l’Ati e chiede i danni. Sotto accusa l’associazione temporanea di impresa (Ati) composta da due società di urbanisti e architetti, la Proteco e la Tepco. Grazie a due firme illustri, quella dell’ex rettore dello Iuav di Venezia, Marino Folin e dell’architetto Francesco Mancuso, l’associazione di professionisti era riuscita a ottenere l’incarico per la redazione del nuovo pat (piano di assetto del territorio). Un piano, quello presentato nell’aprile scorso dalla giunta Lega nord Vita del sindaco Loredana Baldisser, subito contestato dalle minoranze, dai cittadini e persino dalle associazioni di categoria. Di fronte ad un piano che prevede la costruzione di case e capannoni per 350 mila metri cubi ai piedi della Rocca, i due docenti universitari hanno subito messo le mani avanti smentendo di aver collaborato con l’associazione. Il ruolo affidato ai due professionisti all’interno dell’ Ati sarebbe stato quello di monitorare e supervisionare il lavoro svolto dai colleghi. Così sono apparse le loro firme dalla prima all’ultima tavola del piano, anche se in realtà i due docenti, dopo la vittoria del bando, non erano più stati convocati. Con una lettera al vetriolo al sindaco Baldisser l’architetto Mancuso si era dichiarato «estraneo alla redazione del pat». E dopo Mancuso anche Folin aveva detto di «non sapere nulla di assetto del territorio». Per la Proteco invece si era trattato di «un grosso equivoco» e aveva presentato tanto di scuse all’ex rettore.

La giunta ha dovuto però prendere atto che senza le firme dei due docenti il pat non è regolare. E dopo diversi incontri con il sindaco e con il vicesindaco Federico Dussin, durante i quali la Proteco avrebbe ancora garantito il rapporto di collaborazione con Folin e Mancuso, si è ora passati ad una diffida legale. «Con la delibera pubblicata nei giorni scorsi, la giunta», sottolinea il capogruppo di Progetto Asolano, Gino Gregoris, «ammette ufficialmente di sapere che questo pat non poteva essere approvato». Non solo: nella lettera inviata alla Proteco la giunta Baldisser con la diffida minaccia di chiedere i danni se entro il 15 novembre prossimo Mancuso e Folin non dovessero dare il loro assenso per mettere così «l’amministrazione comunale nella possibilità di adottare legittimamente il pat». «Risulta così chiaro che la giunta ha nascosto la verità sul pat e pur sapendo che era viziato da gravi illegittimità lo ha ugualmente illustrato ai cittadini presenti al consiglio comunale del 12 aprile e poi anche alle associazioni », conclude il capogruppo, «forse sperava nel frattempo di sistemare le cose ma in questo modo ha preso in giro tutti dimostrando che si tratta di un pat voluto solamente dal gruppo Lega nord Vita».

Vera Manolli

 

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