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L’appello della Cisl a Matteo Zoppas

L’industria continua a perdere occupati e fatturato e il saldo in pareggio tra assunzioni e licenziamenti nel settore del turismo non basta per recuperare i posti di lavoro e le industrie persi negli ultimi cinque anni di crisi.

Per Lino Gottardello, segretario generale della Cisl veneziana «è drammatico che Venezia, con il suo fortissimo grado di attrazione turistica a livello nazionale e internazionale, non registri una dinamica occupazionale più positiva e significativa. Ci possiamo consolare dicendo che poteva andare peggio, ma noi non lo facciamo perché non vogliamo sottovalutare, come molti fanno, la gravissima piaga della disoccupazione, in particolare quella che colpisce le generazioni più giovani».

Secondo il segretario della Cisl, per invertire davvero la rotta e vedere, finalmente, una affidabile ripresa dell’attività produttiva «bisogna creare tutte le condizioni necessarie a far sì che le potenzialità di un’area senza uguali, in termini di infrastrutturazione ed estensione, come Porto Marghera, decolli di nuovo. Solo passando di qui lo sviluppo può riprendere fiato, ma certo non lo potrà fare se si continuerà a negare o contrastare la vocazione industriale e logistica di questa area. Come si fa a negare, con atti amministrativi, quello che a parole si dice di voler fare? Mi riferisco alla variante urbanistica del Prtc messa a punto dalla Regione che tutto fa fuorché incentivare il rilancio delle attività portuali legate non solo al traffico navale crocieristico, ma anche a quello commerciale e industriale. Le colpe, in questo caso, non sono solo della Regione ma anche del Comune di Venezia che nel suo Piano di assetto del territorio, il Pat, ha inserito il folle progetto di realizzare una nuova stazione marittima a Porto Marghera, occupando aree e canali che verrebbero così costretti alle attività industriali e più prettamente portuali».

«A questo punto», conclude Gottardello lanciando un appello, «è necesssario riprendere l’iniziativa per fare chiarezza sul futuro di Porto Maghera che resta il fulcro di un possibile sviluppo che oltre che sul turismo e i passeggeri di navi da crociera, traghetti e aerei carichi di turisti che arrivano a Venezia, si punti anche su un vero rilancio dell’industria. Per questo ne approfitto per lanciare un forte appello al nuovo presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, che appena eletto ha detto di voler riprendere il confronto e l’azione comune con tutte le organizzazioni sindacali confederali dei lavoratori. Caro Zoppas, vediamoci al più presto, per decidere cosa si possa fare insieme per uscire dalla palude della crisi, sia a livello contrattuale, sia per determinare le condizioni affinché le imprese vengano ad investire e lo possano fare in condizioni chiare, sia a livello di costi che di procedure autorizzative».

Anche per quanto riguarda Cgil e Uil locali, hanno rivolto a Matteo Zoppas – in occasione dell’incontro per chiudere la difficile vertenza sugli orari di lavoro alla Fincantieri – un accorato appello ad avviare quel confronto «aperto e produttivo che con il suo predecessore alla presidenza di Confindustria, non siamo riusciti a fare». (g.fav.)

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