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I giganti del mare che arrivano sabato a Venezia

 

I comitati annunciano un presidio non stop alle Zattere per sabato e chiedono controlli sui fumi. Alternative al passaggio in Bacino San Marco ferme al palo

VENEZIA. Ventotto grandi navi nel week end. Dodici solo nella giornata di sabato. Una vera «invasione» quella programmata per questo fine settimana di settembre. E una crescita incontrollata che riaccende le polemiche. Dodici navi portano in città, in un colpo solo, quasi 40 mila persone. Non ci stanno più nemmeno in Marittima, dove le postazioni sono otto. «Il Bacino San Marco è come un’autostrada, tra poco dovranno mettere il semaforo», dice il portavoce del Comitato NoGrandi Navi Silvio Testa. Ieri i comitati si sono riuniti in assemblea e hanno deciso di proclamare una manifestazione no-stop per il pomeriggio di sabato. Un presidio alle Zattere, con slogan, musiche, volantini, performance. Sarà una manifestazione pacifica, non la prima contro il passaggio nel canale della Giudecca delle navi di grandi dimensioni.

«Ma vogliamo dire basta a questa situazione», dice Testa, «da un anno e mezzo un decreto dello Stato che vieta il passaggio delle navi nelle zone ad alto rischio qui non viene applicato». «Vogliamo anche sapere quali saranno i dati di sabato sulle emissioni dei fumi», dice Luciano Mazzolin, di Ambiente Venezia. A differenza della terraferma, dove vige il sistema delle targhe alterne e dei controlli sugli scarichi delle auto, con un sistema avanzato di centraline dell’Arpav per la misurazione delle emissioni di zolfo e polveri sottili, in laguna tutto questo non esiste. «Chiediamo risposte alle autorità e alle nostre segnalazioni e denunce», dice Mazzolin.

Dodici navi in un colpo solo, dunque. A cui andranno sommate le nove in arrivo per domani, le sette di domenica tra cui le grandissime Costa Fascinosa e Msc. Tanto che il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sollecita adesso il «numero chiuso», proposta condivisa dal Comune. Ma di alternative ancora non si parla. Il ministro delle Infrastrutture Lupi annuncia entro la fine del mese la convocazione a Roma per l’esame delle alternative. Quattro quelle sul piatto. Il nuovo canale Contorta Sant’Angelo, proposto dall’Autorità portuale, per far passare le grandi navi in laguna e farle arrivare sempre alla Marittima ma entrando per la bocca di Malamocco e non più dal Lido; il nuovo canale dietro la Giudecca, sponsorizzato da Scelta civica e finanziato dalla stessa Vtp, anche questo per lasciare inalterata la Marittima e far passare le navi per il canale dell’Orfano scavato e approfondito. La terza proposta è quella di Cesare De Piccoli, ex viceministro delle infrastrutture, unica che prevede di bloccare le navi fuori della laguna, nei nuovi ormeggi a Punta Sabbioni, davanti alle barriere del Mose. Infine l’ipotesi che sta prendendo corpo in questi giorni di un gruppo di industriali per attrezzare una nuova Marittima a Marghera, in area Vega, vicino all’attuale fabbrica Pilkington.

Ogni ipotesi ha i suoi pro e i contro. I nuovi canali porterebbero danni ambientali alla laguna, Marghera – ipotesi sostenuta anche dal sindaco Orsoni – una rivoluzione urbanistica ma tempi di realizzazione forse più brevi. Le navi fuori della laguna problemi di collegamento. «Ma noi chiediamo che si discuta e che si cambi modello di sviluppo», dicono i comitati. Sempre più navi e sempre più grandi, sempre più gente che si riversa in città. E una laguna sempre più «ostaggio» di mezzi non proprio in scala, navi alte più dei campanili con oltre 130 mila tonnellate di stazza e 300 metri di lunghezza. Per il Porto e i comitati che lo sostengono (come Cruise Venice) si tratta di una ricchezza che la città non può perdere. «La Marittima», dicono, «deve restare dov’è».

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CAVALLINO

Porto grandi navi, rinviato il voto

CAVALLINO. Ipotesi porto grandi navi a Punta Sabbioni: slitta la votazione del Consiglio comunale sull’opportunità del progetto presentato da Cesare De Piccoli. Posticipata a data da stabilirsi la votazione successiva all’esposizione del progetto in commissione urbanistica da parte dello stesso ideatore, valutazione che era stata originariamente prevista per il Consiglio comunale di martedì sera per permettere al Comune di rispondere velocemente e in modo ufficiale al progetto di porto off-shore alla bocca di porto di San Niccolò già comunicato alla Capitaneria di porto di Venezia ad agosto.

«Non abbiamo più ravvisato i caratteri di urgenza che avrebbero richiesto l’esprimersi in tempi brevi del consiglio comunale di Cavallino-Treporti», spiega il sindaco Claudio Orazio, «in vista della prossima riunione del Comitatone, appuntamento che potrebbe slittare dopo metà ottobre. Per questo abbiamo ritenuto opportuno posticipare il voto in sala consigliare prendendoci più tempo per studiare il progetto e le sue implicazioni. Posizionare un porto per otto grandi navi sul lungomare Dante Alighieri rimane per noi un progetto fortemente impattante e fuori scala, per il quale non abbiamo ancora ravvisato vantaggi certi per il nostro territorio e la sua economia a fronte, invece, di notevoli e sicuri disagi per la circolazione, l’inquinamento ed altri, che potrebbero creare problemi alla nostra principale risorsa turistica. Per questi motivi, utilizzeremo il maggiore tempo a disposizione per elaborare in modo più preciso da un punto di vista tecnico ed economico le motivazioni che già oggi ci fanno essere contrari all’ipotesi di un porto passeggeri a Punta Sabbioni».

Francesco Macaluso

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