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Gazzettino – Brenta, mobilitazione per i crolli degli argini

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

set

2013

EMERGENZA – Domani il corteo per gli argini del Brenta

«Le istituzioni rispondano al nostro appello, qui c’è un concreto rischio esondazione». Il comitato «Brenta scuro» annuncia la manifestazione di domani, sabato 21 settembre alle 10, al ponte tra Bojon e Campolongo Maggiore, per chiedere a gran voce un interlocutore in merito ai crolli degli argini del Brenta, verificatesi recentemente. I crolli interessano circa 1.800 metri per ogni sponda nel solo Comune di Campolongo Maggiore. In totale, però, il tratto interessato dalla manutenzione è di circa 90 chilometri.

Carlo Martin, consigliere di Campolongo Maggiore, ha presentato il risultato di uno studio dei volontari della Protezione Civile effettuato sul tratto da Stra a Codevigo dal quale emerge il verificarsi di crolli dal lato interno, alberi sradicati, fontanazzi e, soprattutto, frane e deflussi d’acqua attraverso l’argine verso le strade del territorio. Il Comitato si rivolge a Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente e referente politico del Genio civile, chiedendo uno stanziamento urgente per scongiurare una possibile alluvione.

Il Comune di Fossò ha avuto recentemente un incontro con il presidente della Giunta regionale, Luca Zaia, per il quale, come racconta Alberto Rubin, consigliere a Fossò, non ci sarebbero i fondi per il Brenta, visto che il Piave sarebbe giudicato molto più pericoloso. «Come Comune abbiamo agito pulendo gli argini, ma è ben poca cosa rispetto a quello che c’è da fare. La soluzione più logica per smaltire l’eccesso d’acqua è di mettere a regime l’idrovia come canale scolmatore», dice Rubin.

Per il sindaco di Campolongo Maggiore, Alessandro Calmpalto, «lo studio sul pericolo argini è giunto alla mia attenzione già nel 2011. È uno studio preoccupante perché non si conosce quale siano le conseguenze future dei danni riscontrati agli argini. Inoltre siamo proprio noi sindaci i primi a dover intervenire per la sicurezza della gente, nel contempo non abbiamo alcuna competenza. Da pochi giorni è partita un’ennesima nota, con i loghi di tutti i Comuni da Stra a Codevigo, alla Regione Veneto e alle Prefetture di Padova e Venezia dove abbiamo nuovamente allegato i riscontri dei danni, chiedendo che ci venga detto cosa sta succedendo nei territori per poter mettere in atto i piani della Protezione civile».

Emanuele Compagno

 

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