Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – La Tav torna sulle spiagge.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

set

2013

Altra istruttoria, la Tav torna in alto mare

La Commissione d’impatto ambientale riprende il piano originario, cassati i tracciati alternativi

POLEMICHE – Il commissario straordinario Bortolo Mainardi: «Continuerò a monitorare i tracciati. Non è mio compito procedere a scelte definitive sui corridoi»

TRIESTE – Tracciato storico, meno impattante e ancor meno costoso e perciò sostenibile per la Tav del Nordest? Nossignori, indietro tutta: si va avanti con il progetto originario del dicembre 2010, quello che da Mestre ferma a Tessera (10 chilometri), risale parallelo alla costa a Portogruaro (61,5), poi passa il Tagliamento e tira dritto fino a Ronchi dei Legionari (50)e infine da qui, traforando il Carso per 25 chilometri, plana a Trieste (in tutto 35 chilometri).

È il “verdetto” uscito ieri sera dal Gruppo istruttore della Commissione d’impatto ambientale, che al Ministero dell’Ambiente ha convocato un vertice con le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia per esaminare il progetto preliminare elaborato quattro anni fa da Italfer (Rfi). Premesso che del Veneto non si sarebbe presentato alcuno e che per il Fvg si è manifestato un tecnico, è stato stabilito in sede romana che Italfer dovrà entro pochissime settimane presentare integrazioni (chieste peraltro già nel 2011) a quel tracciato, trascurando a piè pari la proposta alternativa elaborata dal commissario del Governo Bortolo Mainardi per valorizzare la linea esistente: una soluzione meno impattante che aveva raccolto i favori espliciti della Regione Veneto e dei suoi Enti locali interessati, mentre dalla parte friulana 18 sindaci della Bassa su 21 si erano detti favorevoli alla proposta del commissario.

Oltretutto, parrebbe che al Ministero non siano mai arrivate le pur necessarie delibere delle due Regioni per la scelta di localizzazione urbanistica del tracciato, sebbene da ultimo siano proprio le Regioni a dover pronunciare l’ultima parola nel merito.

Quanto al Friuli Venezia Giulia, la presidente Debora Serracchiani non ha ancora incontrato il commissario, ma ha in progetto un confronto diretto in sede romana, dopo che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, le aveva ribadito proprio il “dettaglio” decisivo: la scelta del tracciato è una prerogativa del territorio.

Per la cronaca il progetto originario comporta una previsione di spesa pari a circa 7,4 miliardi di euro. Dopo le integrazioni progettuali, entro 3 o 4 mesi arriverà il responso della Commissione sulla compatibilità ambientale.

«Continuerò a monitorare i tracciati – commenta laconico in serata un Mainardi non propriamente felice – anche perché non è mio compito procedere a scelte definitive sui corridoi di alta velocità e alta capacità. E non le ho mai fatte».

Maurizio Bait

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui