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Gazzettino – Venezia. Mantovani, commissione a vuoto.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

set

2013

POLITICA & INCHIESTE – Liti e dubbi fanno hanno fatto saltare la riunione

I rapporti intrattenuti tra l’amministrazione comunale, il gruppo Mantovani e il Consorzio Venezia Nuova non sembrano più appassionare i consiglieri comunali come qualche mese fa. Ieri, dopo una lunga pausa a causa della delibera sul casinò, sono ripresi i lavori, ma in modo molto stanco, quasi trascinato.

Se nella prima seduta si è dibattuto sulla “scaletta” dei lavori e se questa dovesse essere proposta dai consiglieri o dal presidente, ieri è andata di scena una replica. In programma c’era l’audizione del sindaco Giorgio Orsoni, il quale però si trovava a Roma per presentare il dossier di candidatura per la Capitale europea della cultura nel 2019. Così è stata disposta l’audizione del direttore dei Lavori pubblici Manuel Cattani.

Prima, però, la commissione ha dato un poco confortante spettacolo impiegando quasi un’ora in uno sterile dibattito sull’opportunità o meno di firmare il verbale della seduta precedente. A proporlo è stato il presidente Luca Rizzi, Pdl, contro il quale si è scagliata una valanga di consiglieri di maggioranza i quali hanno garantito e giurato che mai si è proceduto in quel modo. Ennio Fortuna ha suggerito di adottare quella pratica poiché la commissione non è ordinaria. Renzo Scarpa ha chiesto anche la registrazione delle sedute.

Si è quindi aperto un siparietto tra Rizzi e Beppe Caccia (In Comune) che ha attaccato duramente il presidente anche con toni poco edificanti accusandolo di dilatare i tempi della commissione senza proporre ancora un elenco delle audizioni. Gianluigi Placella (M5S) ha difeso l’impostazione data da Rizzi sui verbali in nome della trasparenza e si è sentito dare della “ruota di scorta del Pdl”. Ne è scaturito un reciproco scambio di accuse al termine del quale Caccia se n’è andato.

Il tempo riservato a Cattani è stato quindi residuale e senza le domande più opportune. Chiamato a rispondere sul palazzo del Cinema del Lido, Catani ha ribadito che la stazione appaltante era lo Stato e non il Comune e che comunque la Mantovani non era presente nell’associazione di imprese che si era aggiudicata l’appalto.

Insomma, se l’inizio è questo, pare abbastanza evidente che lo slancio iniziale, in seguito ai primi arresti eccellenti, sia andato perduto.

M.F.

 

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